lunedì 1 febbraio 2010

System of a Down - "Mesmerize"

American Recordings/Sony - 11 Tracce – 37 Minuti

I System Of A Down (SOAD d’ora in poi) sono un fenomeno molto particolare nel mercato discografico di inizio millennio. Né particolarmente belli, né particolarmente cool, né troppo alternativi, né troppo commerciali e radiofonici, questi quattro musicisti di origine armena hanno scalato, senza l’apporto di Mtv (che li ha scoperti solo molto più tardi), le classifiche di tutto il mondo, imponendosi come uno dei gruppi del momento. Qualcosa di molto strano, visto come il mercato sia in gran parte guidato dalla dittatura ideologica di Mtv, che impone cosa deve vendere e cosa no. Eppure i SOAD sono riusciti a sfondare, diventando in breve un proprio fenomeno. Il merito è in dovuto sicuramente ad un sound vincente dove si riescono a sentire le più svariate contaminazioni, tra rock, metal, punk, richiami di musica etnica e molto, molto altro. In questo modo la band è riuscita ad abbattere i muri della classificazione forzata, raggiungendo così un pubblico estremamente eterogeneo.


Ma, uniti al sound, ci sono una creatività fuori dalla norma, un coraggio nel mettere in musica anche le idee che a prima vista possono sembrare le più bislacche (tipo l’ibrido tra metal e disco dance anni ’70 di Violent Pornography in questo disco) ed una buona dose di follia.
E così, dopo un debutto molto pesante votato alla più totale imprevedibilità, un secondo album, Toxicity, più virato alla ricerca melodica (contenente tra l’altro Chop Suey!, una delle canzoni più fulminanti degli ultimi 5 anni) ed un disco di outtakes e b-sides, il quartetto era atteso alla prova del nove con questo Mesmerize: prova decisamente superata.

Fortunatamente i SOAD non si sono seduti sugli allori e si sono spinti ancora più in avanti con la loro evoluzione sonora, continuando semplicemente a seguire il proprio istinto e la propria creatività. Il risultato è un lavoro di una varietà spiazzante: si passa dagli echi maideniani dello stupendo singolo B.Y.O.B. (Canzone dal testo molto politico che, non troppo casualmente, è passata molto poco da Mtv…che caso, eh?), al contrasto tra le tiratissime strofe ed il ritornello melodico e quasi ipnotico di Revenga, passando per i folli inserti folk di Radio/Video e per la già citata disco music “pesante” di Violent Pornography.

Da non scordare comunque l’apporto fondamentale della voce di Serj Tankian, un cantante di razza, personalissimo e capace di adattare la propria voce alle continue variazioni della musica, qui affiancato dal chitarrista Daron Malakian, non più relegato alle backing vocals, ma addirittura promosso in molte parti come solista; due voci assolutamente diverse, che però si adattano e si completano perfettamente nella musica controversa e fatta di estremi dei SOAD.
Mesmerize, in definitiva, è un vero e proprio inno alla creatività ed alla personalità: in tempi dove la standardizzazione sembra essere l’unica via per poter vendere i propri dischi, questi 4 loschi figuri estraggono dal cilindro le soluzioni più inaspettate, fregandosene delle categorie e suonando semplicemente ciò che gli pare; la cosa sconcertante è che, nonostante le continue variazioni, la qualità rimane sempre altissima ed i vari brani, per quanto complessi e poco ortodossi, rimangono comunque immediati e maledettamente piacevoli e coinvolgenti.

Alla fine l’unico rimpianto è che questo lavoro era stato concepito come un disco doppio, poi spezzato in due parti dalla casa discografica: Hypnotize infatti arriverà nei negozi quest’autunno, probabilmente e sarà maledettamente difficile riuscire ad aspettare per i prossimi mesi. Per adesso godiamoci però questo Mesmerize, la consacrazione definitiva (sia a livello artistico che puramente economico viste le vendite stratosferiche nella prima settimana di uscita dell’album) per i SOAD. Francamente imperdibile e non solo per gli amanti della musica pesante…

Albyrinth