1995
Ho letto giudizi contrastanti su questo album, il secondo della discografia di Aimee Mann; c’è chi lo definisce un capolavoro, e chi invece lo ritiene un buon disco ma nulla di più; personalmente lo giudico senza dubbio uno dei migliori dischi di Aimee, in cui la cantautrice raggiunge una maggiore maturità sotto il profilo compositivo.
Infatti, se Whatever, il primo disco, aveva un carattere embrionale, era una specie di prototipo, con ancora troppe canzoni che ricordavano lo stile dei Till Tuesday, con I’m with stupid si fa un grosso passo in avanti; basta ascoltare l’introduttiva Long shot per capire che siamo su un altro pianeta; questa canzone la ritengo una delle più belle in assoluto mai scritte da Aimee, ha un’atmosfera davvero travolgente e un groove accattivante, ha un ritornello che ti entra in testa e non esce più e il finale ti trasporta in un’altra dimensione; poterla ascoltare dal vivo è un’esperienza senza dubbio travolgente, provare per credere. Il sound che caratterizza questa canzone è un po’ quello che pervade l’intero disco, il quale ha un carattere decisamente più acceso, più movimentato, in certi casi più rock rispetto al precedente Whatever.
Anche le successive Choice in the matter e soprattutto Sugarcoated sono caratterizzate da un sound decisamente più rock, con chitarre elettriche e batteria ben in evidenza; Sugarcoated ha uno splendido assolo di chitarra elettrica sul finale che è davvero da brivido; eccoci ora alla prima canzone lenta del disco, You could make a killing, davvero molto bella, in cui la Mann suona il basso e le chitarre, insieme al fidato Jon Brion (già al fianco di Suzanne Vega e successivamente di Fiona Apple). Da notare che in due canzoni di questo disco, in particolare nella stessa You could make a killing e nella successiva Amateur, compare Juliana Hatfield alle background vocals.
Ma proseguiamo con le canzoni; è la volta di Superball; su questa canzone ho letto e sentito giudizi molto negativi, soprattutto provenienti dalla message board del sito ufficiale di Aimee, che io personalmente non condivido o condivido solo in parte; certo, non sarà la canzone di punta del disco, perché la melodia è molto semplice per non dire banale o scontata, ma non direi che sia un brano da buttare, e l’arrangiamento non è così male; comunque, ognuno ha i propri gusti.
Infatti, se Whatever, il primo disco, aveva un carattere embrionale, era una specie di prototipo, con ancora troppe canzoni che ricordavano lo stile dei Till Tuesday, con I’m with stupid si fa un grosso passo in avanti; basta ascoltare l’introduttiva Long shot per capire che siamo su un altro pianeta; questa canzone la ritengo una delle più belle in assoluto mai scritte da Aimee, ha un’atmosfera davvero travolgente e un groove accattivante, ha un ritornello che ti entra in testa e non esce più e il finale ti trasporta in un’altra dimensione; poterla ascoltare dal vivo è un’esperienza senza dubbio travolgente, provare per credere. Il sound che caratterizza questa canzone è un po’ quello che pervade l’intero disco, il quale ha un carattere decisamente più acceso, più movimentato, in certi casi più rock rispetto al precedente Whatever.
Anche le successive Choice in the matter e soprattutto Sugarcoated sono caratterizzate da un sound decisamente più rock, con chitarre elettriche e batteria ben in evidenza; Sugarcoated ha uno splendido assolo di chitarra elettrica sul finale che è davvero da brivido; eccoci ora alla prima canzone lenta del disco, You could make a killing, davvero molto bella, in cui la Mann suona il basso e le chitarre, insieme al fidato Jon Brion (già al fianco di Suzanne Vega e successivamente di Fiona Apple). Da notare che in due canzoni di questo disco, in particolare nella stessa You could make a killing e nella successiva Amateur, compare Juliana Hatfield alle background vocals.
Ma proseguiamo con le canzoni; è la volta di Superball; su questa canzone ho letto e sentito giudizi molto negativi, soprattutto provenienti dalla message board del sito ufficiale di Aimee, che io personalmente non condivido o condivido solo in parte; certo, non sarà la canzone di punta del disco, perché la melodia è molto semplice per non dire banale o scontata, ma non direi che sia un brano da buttare, e l’arrangiamento non è così male; comunque, ognuno ha i propri gusti.
Non possiamo avere però dubbi sul valore della successiva Amateur, uno dei brani più belli di Aimee, eseguita a molti concerti (anche a quello di Milano del Febbraio 2003); la melodia e soprattutto il ritmo ricordano molto lo stile di Bacharach; davvero un grande pezzo.
La successiva All over now invece è una canzone più pop-rock, con chitarre eletteriche e ritmo incalzante, molto gradevole e ben suonata, con una strumentazione molto ricca; in Par for the course, Aimee suona tutti gli strumenti, le chitarre, il basso, la batteria, le tastiere e le percussioni; la canzone, la più lunga del disco, è comunque bella e rilassante, piuttosto lenta e pacata.
La bellissima You’re with stupid now è ancora una canzone lenta, a base di chitarra acustica, basso e percussioni; la successiva That’s just what you are è stato il primo singolo tratto da questo album; il videoclip, nell’autunno del lontano 1995, si intravide sulla scomparsa Videomusic, una o due volte, credo; ebbi la fortuna di vederlo per caso, mi innamorai di quella canzone e da lì in poi cominciai a seguire Aimee dovunque, iniziando a comprare i suoi dischi.
E' stato appunto un caso, perché altrimenti non saprei proprio nulla di Aimee, visto che la stampa e la televisione italiane non le hanno mai dedicato uno straccio di spazio, salvo rari casi di riviste specializzate o di qualche sito internet qua e là.
Ma torniamo alle canzoni; la già citata That’s just what you are ha un andamento un po’ “altalenante” che, come Amateur, ricorda Bacharach, ed è davvero una bella canzone; la successiva Frankenstein, che, come anche That’s just what you are, vede la partecipazione di Chris Difford e Glenn Tillbrook (Squeeze), ha un andamento diverso, con la chitarra distorta suonata da Jon Brion in evidenza e un bel finale strumentale; Ray rappresenta un caso anomalo: è una delle più belle del disco, la chitarra acustica, suonata da Aimee, è superba, ma questa canzone - ho saputo dalla message board del sito ufficiale - è stata eseguita dal vivo molto raramente, specie negli ultimi tempi, perché è molto difficile da suonare con la chitarra, cioè ha una sequenza di accordi con una diteggiatura troppo complessa per poter essere eseguita dal vivo senza errori, quindi purtroppo non viene mai eseguita, o molto raramente; è un vero peccato, perchè è davvero una grande canzone; la conclusiva It’s not safe è stata eseguita anche in qualche concerto recente (del 2005) in America, è un pezzo più rock e più acceso, davvero bello; in realtà questa non è l’ultima canzone, perché, dopo la fine del pezzo, ci sono circa due minuti di silenzio, e poi compare una ghost track, una traccia fantasma, ovvero una canzone che c’è nel disco però non compare nell’elenco delle canzoni sul retro dell’album o nel booklet; in realtà questa non è una vera e propria canzone, ma una specie di conclusione, con musica mista a una voce distorta (che compare anche all’inizio di Choice in thematter); insomma, davvero un gran disco che mi sento di consigliare per cominciare a conoscere Aimee Mann.
Buon ascolto.
Buon ascolto.
TRACKLIST:
Long shot (Mann)
Choice in the matter (Mann - Brion)
Sugarcoated (Mann - Butler)
You could make a killing (Mann)
Superball (Mann)
Amateur (Mann - Brion)
All over now (Mann)
Par for the course (Mann)
You’re with stupid now (Mann)
That’s just what you are (Mann - Brion)
Frankenstein (Mann - Brion)
Ray (Mann)
It’s not safe (Mann)
Long shot (Mann)
Choice in the matter (Mann - Brion)
Sugarcoated (Mann - Butler)
You could make a killing (Mann)
Superball (Mann)
Amateur (Mann - Brion)
All over now (Mann)
Par for the course (Mann)
You’re with stupid now (Mann)
That’s just what you are (Mann - Brion)
Frankenstein (Mann - Brion)
Ray (Mann)
It’s not safe (Mann)


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