domenica 23 gennaio 2011

DIO - A lyrical overview - Pt. 1

Nella ristretta cerchia di coloro che hanno raggiunto il successo discografico, ci sono due tipi di artisti: quelli che vivono di musica, e quelli che vivono per la musica.
Ronald James Padovano, in arte Ronnie James Dio, appartiene sicuramente alla seconda categoria.
Si può dire infatti, senza timore di smentita, che Ronnie abbia praticamente sempre vissuto circondato dalla musica, che sia stata la sua unica, grande passione per tutta la vita. Già a cinque anni, il piccolo Ronald cominciava a suonare strumenti a fiato; appena adolescente, aveva già pubblicato nove singoli e un album live con una school-band che sembrava cambiare nome in continuazione, da The Vegas Kings a Ronnie & The Rumblers, da Ronnie And The Red Caps a Ronnie Dio and the Prophets. E ancora oggi, a quarantasei anni da quel primo singolo, continua a calcare i palchi di mezzo mondo, sempre con la stessa, immutata passione. Una passione che gli è valsa, insieme alle sue enormi doti vocali e compositive, l’ammirazione di migliaia e migliaia di fan.


Ma non siamo qui per farvi una biografia/excursus sulla carriera di Ronnie. Siamo qui per parlare dei suoi testi.

Recentemente, Ronnie ha pubblicato un nuovo album della sua band Dio, intitolato Master of the Moon. Proprio da uno dei pezzi di questo album, The Man Who Would Be King, e da alcune dichiarazioni rilasciate da Ronnie a proposito, è nata l’idea di questo articolo: una panoramica sulle parole che accompagnano la musica che Ronnie ha creato in tutti questi anni, a volte da solo, altre volte insieme a personaggi del calibro di Ritchie Blackmore e Tony Iommi.
In questa prima parte, ci occuperemo del periodo che va dagli esordi di Ronnie fino agli alla conclusione del suo sodalizio con i Black Sabbath.

I primi testi di Ronnie erano classici testi rock: per quanto divertenti e discretamente scritti, non andavano molto oltre i consueti cliché a base di donne e rock ‘n’ roll. Già nel 1975, però, sul terzo (e praticamente postumo) album degli Elf, la prima band di un certo livello di Ronnie, in un pezzo chiamato Wonderworld cominciano a comparire alcune metafore e immagini fantastiche.

[…]
I am the sea
Always to be
Drift away, into the night
I'm the light

[…]
Io sono il mare
Sempre esisterò
Scivola via, nella notte
Sono la luce

I'm a fire
Burning higher
Trying to burn the sun
[…]

Sono un fuoco
Che brucia più in alto
Cercando di bruciare il sole
[…]

Wake me, I dream
Now I'm what I seem
So sail away, into the sun
'Cause I'm everyone, yeah


[…]Svegliami, sogno
Ora son ciò che sembro
Naviga via, nel sole
Perché io son chiunque

Nello stesso momento storico, si consuma la rottura tra i Deep Purple e Ritchie Blackmore, e Ritchie pensa bene di ripartire immediatamente ingaggiando l’intera line-up (chitarrista escluso, ovviamente) proprio degli Elf, reduci da un ottimo tour di supporto agli stessi Purple. E’ la nascita dei Rainbow, e la prima, grande occasione di Ronnie. Un’occasione che non sprecherà, dimostrando che Ritchie aveva pienamente ragione a credere in lui.

Ed è proprio con i Rainbow che Ronnie afferma definitivamente il suo stile lirico.
I suoi testi smettono di essere semplici accompagnamenti sillabici della melodia e si trasformano in qualcosa di più: piccole poesie e storie fantasy del tipo migliore: quello che porta con sé una metafora, che proietta in un mondo accattivante e di sogno riflessioni, situazioni, problemi che appartengono alla nostra vita quotidiana. Nei tre album registrati col gruppo, parola dopo parola, canzone dopo canzone, Ronnie comincia a costruire un mondo allegorico/poetico affascinante, tanto che a volte non sembra nemmeno di trovarsi di fronte a testi di canzoni, tanta è la loro forza evocativa.

Sia che parli d’amore, come in Rainbow Eyes:

[…]
No sighs or mysteries
She lay golden in the sun
No broken harmonies
But I've lost my way
She had rainbow eyes
[…]
[…]
Nessun sospiro o mistero
Lei giace dorata nel sole
Nessun’armonia interrotta
Ma ho perso la strada
Lei aveva l’arcobaleno negli occhi

o di riprendere in mano il proprio destino, come in Sixteenth Century Greensleeves:
It's only been an hour
Since he locked her in the tower
The time has come
He must be undone
By the morning

E’ passata solo un’ora
Da che l’ha chiusa nella torre
E’ arrivato il momento
Deve essere fermato
Nel mattino

Many times before
The tyrant's opened up the door
Then someone cries
Still we close our eyes
Not again

Molte volte in passato
Il tiranno ha aperto quella porta
Poi qualcuno ha pianto
E noi abbiamo chiuso gli occhi
Mai più

Meet me when the sun
is in the western skies
The fighting must begin
before another someone dies


[…]Incontriamoci quando il sole
E’ nel cielo d’oriente
La lotta deve iniziare
Prima che qualcun altro muoia
[…]

Ronnie riesce a ricreare un’atmosfera magica, a dare con le sue parole consistenza al sogno rendendolo quasi tangibile, e dandoci allo stesso tempo dei messaggi non facili da dimenticare.
Certo, non sempre le allegorie sono chiare: forse, a volte non esistono neppure se non nell’orecchio di chi ascolta. Ma la forza delle sue parole, delle sue rime, è tale che riescono comunque a richiamare delle immagini alle nostre menti, completando, se così si può dire, le emozioni che nascono dalle stupende melodie a cui appartengono, come nel caso di Temple of the King:
One day in the year of the fox
Came a time remembered well
When the strong young man of the rising sun
Heard the tolling of the great black bell

Un giorno nell’anno della volpe
Giunse un tempo che ben si ricorda
Quando un giovane e forte uomo del sol levante
Sentì il rintocco della grande campana nera

One day in the year of the fox
When the bell began to ring
Meant the time had cometh
For one to go
To the temple of the king
[…]

Un giorno nell’anno della volpe
Quando la campana iniziò a suonare
Significava che era giunto il tempo
Per uno di recarsi
Al tempio del Re
[…]

Daylight waits while the old man sings

Heaven help me
And then like the rush of a thousand wings
It shines upon the one
And the day had just begun


[…] La luce del giorno aspetta mentre il vecchio canta
Cielo, aiutami
E poi come l’affrettarsi di mille ali
Splende sull’unico
E il giorno è appena iniziato
[…]

Ma le perle sono in gran numero in ciascuno dei tre album: come dimenticare infatti la poesia di Self Portrait, Gates of Babylon, Light in the Black?

Il punto più alto dell’era-Rainbow di Ronnie, comunque, è probabilmente rappresentato da Stargazer: la musica epica e drammatica creata dalla band racconta, insieme e attraverso le liriche, una storia tragica di sangue, follia e schiavitù:
[…]
In the heat and the rain
With whips and chains
To see him fly
So many die
We build a tower of stone
With our flesh and bone
Just to see him fly
But we don't know why
[…]

[…]
Nel calore e nella pioggia
Con fruste e catene
Per vederlo volare
Così tanti muoiono
Costruiamo una torre di pietra
Con la nostra carne e le nostre ossa
Solo per vederlo volare
Ma non sappiamo perché
[…]

Hot wind, moving fast across the desert
We feel that our time has arrived
The world spins,
while we put his dream together
A tower of stone to take him straight to
the sky
Oh I see his face!

Vento caldo, rapido corre attraverso il deserto
Sentiamo che la nostra ora è giunta
Il mondo gira,
mentre mettiamo insieme il suo sogno
Una torre di pietra per portarlo dritto
in cielo
Vedo il suo volto!



Where is your star?
Is it far, is it far, is it far?
When do we leave?
Hey, I believe, I believe
[…]

Dov’e la tua stella?
E’ lontano? Lontano? Lontano?
Quando partiamo?
Io credo, credo
[…]

All eyes see the figure of the wizard
As he climbs to the top of the world
No sound, as he falls instead of
rising
Time standing still, then there's blood on the sand
Oh I see his face!
[…]

Tutti gli occhi vedono la figura del mago
Mentre si arrampica sul tetto del mondo
Nessun suono, quando cade invece di innalzarsi
Il tempo si ferma, poi c’è sangue sulla
sabbia
Vedo il suo volto!
[…]

In heat and rain
With the whips and chains
To see him fly
So many died
We built a tower of stone
With our flesh and bone
To see him fly



Nel calore e nella pioggia
Con fruste e catene
Per vederlo volare
Così tanti sono morti
Abbiamo costruito una torre di pietra
Con la nostra carne e le nostra ossa
Per vederlo volare



But why
In all the rain
With all the chains
Did so many die
Just to see him fly?


[…] Ma perché
Nella pioggia
In catene
Così tanti sono morti
Solo per vederlo volare?

Nel 1980, lasciati i Rainbow per contrasti ormai insanabili con Blackmore, Ronnie passa in forza ai Black Sabbath di Tony Iommi, orfani del dimissionario Ozzy Osbourne; il suo arrivo consente ai Sabs maggiori spazi di manovra, permettendo a Tony e compagni di “osare” un po’ di più a livello musicale di quanto non potessero fare con il “monolitico” Osbourne… Con ottimi risultati.

Il primo risultato della collaborazione tra i Sabbath e Dio è infatti quell’autentico capolavoro che va sotto il nome di Heaven and Hell.
L’atmosfera che si respira nell’album è unica, misticheggiante e da brividi lungo la schiena: una vera e propria rinascita per i Black Sabbath. Qualunque fan del buon metal non può che dispiacersi che l’avventura di Ronnie con i Sabs sia durata soltanto due album (più il breve ritorno di fiamma di Dehumanizer), perché l’alchimia creatasi tra la voce e i testi di Ronnie e la chitarra di Tony ha veramente pochi precedenti (e pochi successori) in campo metal.

Venendo ai testi, se ai Black Sabbath Ronnie ha dato l’opportunità di sperimentare di più a livello musicale, essendo tecnicamente migliore di Ozzy, anche i Sabs hanno dato a lui una chance per dire qualcosa di diverso a livello lirico. Ronnie era infatti legato, nei Rainbow, ad un certo tipo di immagine e di tematiche, anche per volontà di Ritchie che “pilotava” la band in una certa direzione. Nei Black Sabbath, Dio si ritrova improvvisamente libero di esplorare anche immagini più oscure, di parlare della dicotomia della natura umana divisa tra il bene e il male, il tutto sempre attraverso le sue consuete metafore magico/fantastiche.
Ecco a questo proposito qualche estratto dal testo della titletrack:
Sing me a song, you're a singer
Do me a wrong, you're a bringer of evil
The devil is never a maker
The less that you give, you're a taker
So it's on and on and on, it's heaven and hell


Cantami una canzone, sei un cantante
Fammi un torto, sei un portator di male
Il diavolo non costruisce mai
E meno dai, più prendi
E così va, va, va, è inferno e paradiso



The lover of life's not a sinner
The ending is just a beginner
The closer you get to the meaning
The sooner you'll know that you're dreaming
[…]


Chi ama la vita non è un peccatore
La fine è soltanto un inizio
Più ti avvicini al significato
Prima scoprirai di star sognando
[…]


They say that life's a carousel
Spinning fast, you've got to ride it well
The world is full of kings and queens
Who blind your eyes and steal your dreams
It's heaven and hell, oh well


Si dice che la vita sia una giostra
Che gira veloce e va ben cavalcata
Il mondo è pieno di re e regine
Che ti accecano e rubano I tuoi sogni
E’ paradiso e inferno



And they'll tell you black is really white
The moon is just the sun at night
And when you walk in golden halls
You get to keep the gold that falls
[…]


E ti diranno che il bianco in realtà è nero
La luna è solo il sole di notte
E quando cammini in saloni d’oro
Puoi tenerti l’oro che cade a terra

Bene e male si mescolano in tutti noi, e nel nostro mondo, e l’uno non sembra poter esistere senza l’altro. E capirlo è il primo passo, sembra dirci Ronnie, per capire se stessi e lse stessi liberare.
Altro eccellente esempio di questo tema lo si trova in Die Young:
[…]
Behind the smile,
There's danger and a promise to be told:
You'll never get old
Life's fantasy
To be locked away and still to think you're
free
You're free, we're free

So live for today
Tomorrow never comes
Die young, die young
[…]

[…]
Dietro il sorriso
C’è il pericolo e una promessa da raccontare
Non invecchierai mai
La fantasia della vita
Essere imprigionati e ancora pensare di esser liberi
Voi siete liberi, noi siamo liberi

Perciò viviamo per l’oggi
Il domani non arriverà mai
Muori giovane, muori giovane

Ancora emozioni malinconiche e negative nella bellissima (e sottovalutatissima) Lonely is the World:
It's a long way to nowhere
And I'm leaving very soon
On the way we pass so close
To the back side of the moon
Hey join the traveler
If you got nowhere to go
[…]



E’ una lunga strada per nessun luogo
E partirò molto presto
Sulla via passeremo molto vicino
Al lato oscuro della luna
Unisciti al viaggiatore
Se non hai nessun luogo dove andare
[…]


I've been higher than stardust
I've been seen upon the sun
I used to count in millions then
But now I only count in one
[…]



Sono stato più in alto della polvere di stelle
Sono stato visto sul sole
Allora, contavo in milioni
Ma ora conto solo in uno
[…]


Yeah, lonely is the world
Got to be the saddest song I ever
heard
Yeah, lonely is the name
Maybe life's a losing game Solitario è il mondo


Dev’essere la canzone più triste che abbia mai
sentito
Solitario è il nome
Forse la vita è un gioco a cui si perde

Ovviamente anche qui Ronnie non manca di concedersi escursioni più poetico/fantastiche: ne è un esempio Children of the Sea:

In the misty morning, on the edge of time
We've lost the rising sun, a final sign
As the misty morning rolls away to die
Reaching for the stars, we blind the sky


Nel mattino nebbioso, sul confine del tempo
Abbiamo perso il sol levante, un segno finale
Mentre il mattino nebbioso scivola via per morire
Cercando di toccare le stelle, accechiamo il cielo


We sailed across the air
Before we learned to fly
We thought that it could never end
We'd glide above the ground
Before we learned to run, run
[…]


Abbiamo navigato attraverso il cielo
Prima di imparare a volare
Pensavamo che non potesse finire mai
Abbiamo planato sul terreno
Prima di imparare a correre, correre
[…]


Oh they say that it's over
And it just has to be
Ooh they say that it's over
We're lost children of the sea

Dicono che è finita
E che non poteva essere altrimenti
Dicono che è finita
Siamo I perduti figli del mare

Il susseguente album dei Sabbath, The Mob Rules, mantiene sostanzialmente la stessa impostazione di base. Da notare, in particolare due brani: il primo è Falling Off the Edge of the World:

I think about closing the door .....Penso di chiudere la porta
And lately I think of it more ........E più tardi ci penso ancora
I'm living well out of my time .......Vivo ben fuori dal mio tempo
I feel like I'm losing my mind ......Sento di perdere la ragione

I should be at the table round .....Dovrei essere alla tavola rotonda
A servant of the crown ................Un servitore della corona
The keeper of the sign ...............Colui che custodisce il segno
To sparkle and to shine ..............Per brillare e scintillare

Never, no never again ......................................No, mai più
Listen to me and believe what I say if you can ....Ascoltami e credimi se puoi
Never, this is the end .......................................Mai, questa è la fine
You know I've seen the faces of doom ...............Sai che ho visto i volti del destino
And I'm only a man ...........................................E sono solo un uomo
Help me, tell me I'm sane ..................................Aiutami, dimmi che non son pazzo
I feel a change in the earth, ...............................Sento il cambiamento nella terra
In the wind and the rain .....................................nel vento e nella pioggia
Save me, oh take me away ...............................Salvami, portami via
You know I've seen some creatures from hell .....Ho visto delle creature infernali
And I've heard what they say .............................E sentito quel che hanno detto

I've got to be strong Devo essere forte
Oh, I'm falling off the edge of the world ..........Sto cadendo dal bordo del mondo
Think you're safe, but you're wrong ................Credi di essere in salvo, ma ti sbagli
We are falling off the edge of the world ..........Stiamo cadendo dal bordo del mondo

[…]
And a message's inside ....................E c’è un messaggio all’interno
As we build a new life from the past ...Mentre costruiamo una nuova vita dal passato

Dove la fantasy sembra essere la valvola di sfogo di una mente in difficoltà, che non trova il proprio posto nel mondo, ma allo stesso tempo solleva inquietanti dubbi… E se avesse ragione il personaggio dipinto dal brano? Se davvero le cose stessero andando troppo male nel mondo, se fossimo condannati perché abbiamo dimenticato come essere dei “cavalieri scintillanti”?


L’altro è la splendida Sign of the Southern Cross; eccone qualche estratto:

If there isn't light when no one sees .................Se non c’è luce quando nessuno vede
Then how can I know what you might believe ...Come posso sapere cosa potresti credere
A story told that can't be real ..........................Una storia raccontata che non può essere reale
Somehow must reflect the truth we feel .....In qualche modo deve riflettere la verità che sentiamo
[…]

And it's the sign of the southern cross ......E’ il segno della croce del sud
[…]

Reach above your dreams of pleasure .......Elevati al di sopra dei tuoi sogni di piacere
Given life to those who died ......................La vita donata a coloro che sono morti
Look beyond your own horizons ................Guarda oltre il tuo stesso orizzonte
Sail the ship of signs ...............................Naviga la nave dei segni

And it's the sign of the southern cross ......Ed è il segno della croce del sud
It's the sign of the southern cross .............Il segno della croce del sud
Fade away, fade away ..............................Dissolviti, dissolviti
Break the crystal ball ..............................Spezza la sfera di cristallo
Fade away, fade away ..............................Dissolviti, dissolviti
I can't accept it anymore .........................Non posso più accettarlo
[…]

Don't live for pleasure .........Non vivere per il piacere
Make life your treasure .......Fai della vita il tuo tesoro
Fade away .........................Dissolviti
[…]

Anche qui ritorna il tema dell’ essere umano e del suo bisogno o capacità di elevarsi al di sopra della propria quotidianità, di seguire il “segno della croce del sud” per andare al di là del proprio limitato orizzonte.

Nella "prossima puntata" parleremo degli album incisi da Ronnie con la sua band DIO, e di come il nostro abbia affrontato nuove e sfide e nuovi cambiamenti. Stay tuned! [la "seconda puntata" non fu mai scritta - ndO]
Dario Beretta

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