mercoledì 11 gennaio 2012

Manowar!

MANOWAR "WARRIORS OF THE WORLD" - 2002

I Manowar certo non sono una band semplice semplice di cui discorrere seduti ad un tavolino bevendo una birretta….
Sono in realtà una band abbastanza complessa, soprattutto se si vuole parlare di quello che dicono del come e quando lo dicono!!!
So molto bene che le cose che dirò faranno infuriare le schiere di “True Heavy Metal Defenders” di tutto il mondo, ma ascoltando la loro musica, ascoltando le loro parole, guardando le loro copertine dei dischi e i loro stereotipi……sinceramente mi viene da riflettere!!!!
Seghe mentali? Può darsi, ma non ho mai amato l’idea di dover consumare un prodotto solo perché si trova sul mercato e tutti lo comprano….mi piace leggere l’etichetta, scoprire cosa contiene…Poi a me la scelta se comprarlo o meno!!!
I ManOwar nascono nel lontano 1981 dall’incontro tra Joey DeMaio e Ross Friedman (Ross the Boss).
Un grande feeling musicale li unisce e decidono di scritturare una delle voci più belle e più potenti del panorama metal mondiale Eric Adams e cominciare a lavorare per diventare una band.
Serve un batterista: il primo ad essere scritturato è Karl Kennedy ma, ha vita breve nella band. Esce praticamente subito e al posto suo subentra Donnie Hamzik.
Il gruppo è intenzionato a cantare degli Dei del Metallo, delle antiche leggende e saghe Vichinghe, del Dio Thor. All’interno di quello che poi sarà il loro primo lavoro, c’è una canzone “Dark Avenger” in cui c’è un pezzo parlato e i Manowar cercano la voce giusta che lo possa interpretare. Incontrano Orson Wells a N.Y. e dopo vari complimenti, baci e abbracci, Wells decide di registrare la sua voce in due pezzi: il sopraccitato “Dark Avenger” e quello che uscirà qualche anno più tardi “Defender”. Non contento decide di donare la sua voce anche per quello che poi diventerà l’intro dei concerti dei Manowar.
Tutto pronto per l’uscita del loro primo lavoro BATTLE HYMNS del 1982.
All’interno ci sono pezzi molto belli come “Dark Avenger”, “Metal daze” la title track “Battle hymns” e il pezzo con cui i Manowar aprono i loro concerti appunto “Manowar”.
La prima cosa su cui riflettere è la copertina del disco che raffigura un’aquila.
L’aquila nasce come simbolo sacro, l’animale divino collegato a Padre Giove.
Il problema è che il modo in cui è raffigurata quest’aquila ricorda le vecchie simbologie imperiali proprie di un’antica Roma ai tempi di Caio Mario e Cesare Ottaviano Augusto, riprese poi da Carlo Magno, da Napoleone e da Hitler e il significato dell’aquila stessa è quello di simboleggiare la forza, il potere militare, diventare il simbolo dell’Impero.
Ora mi chiedo: perché? La forza, la potenza la superiorità “metallica” non potevano essere rappresentate altrimenti?
La band già da subito incontradifficoltà a suonare live…volumi troppo alti, una potenza sonora e d’impatto che copre quella dei gruppi a cui loro fanno da supporter….insomma l’America certo non gli apre delle porte…Cosa diversa accade in Europa e soprattutto in Germania e Inghilterra dove i Manowar già sono una forza Metal.
Vendetta dura vendetta!!! I Manowar dichiarano di essere i veri “Kings of Metal” e dichiarano guerra al falso metallo. Già da subito? Hanno appena pubblicato un disco e già si ergono a detentori di una verità che in un ambito come quello del metal sinceramente non possiede nessuno.
Nello stesso anno Donnie saluta la band e al suo posto entra Scott Columbus un batterista che non ha una grande tecnica ma sicuramente ha una potenza nel suonare che è quasi unica, basti pensare che la batteria è costruita su misura per lui ed è in acciaio inox.
Nell’83 esce INTO GLORY RIDE l’album peggio registrato del mondo. Nato come demotape diventa poi un album.
Anche in questo lavoro ci sono pezzi di assoluta bellezza quali “Warlord”, “Secret of Steel”, “Gates of Valhalla” e “March for revenge”. Già con questo secondo lavoro i Manowar si contraddistinguono per la lunghezza e per la complessità compositiva dei brani.In Europa intanto la fama dei Manowar è sempre più forte e la band decide di fare un tour in Inghilterra.

Il tour però salterà e la band, quasi a volersi scusare con il pubblico inglese pubblica nell’84 un lavoro dedicato proprio a loro HAIL TO ENGLAND.
Questo è uno dei loro migliori lavori musicali. In questo disco riescono a fondere epico e potenza musicale alla perfezione, ottenendo brani come “Hail to England”, il brano di apertura “Blood of my enemies” una potentissima “Kill with power” e una maestosa “Bridge of death”….ma potrei anche elencarli tutti i brani….
La potenza e l’estensione vocale di Eric Adams qui raggiunge livelli mai più raggiunti.
Una piccola curiosità: “Hail to England” viene eseguita solo nei concerti in Inghilterra.
"HAIL TO ENGLAND"
E qui però, mi spiace, devo riaprire una parentesi. Hail? Sarà pure una forma di saluto ma purtroppo il suo significato è strettamente legato ad un ricordo alquanto nefasto e spesso l’espressione si accompagna al saluto romano!!!
Il testo stesso di "Hail and Kill" lascia alcuni interrogativi:
frasi come:
  • il martello dell’odio è la nostra fede ……
  • Squarciate la loro carne bruciate i loro cuori
  • Pugnalateli negli occhi
  • Violentate le loro donne tanto da farle piangere
  • Uccidete i loro servi bruciate le loro case
  • Fino a che non ci sarà più sangue da versare
  • Saluta e uccidi
E se alla fine qualcuno grida BOIA CHI MOLLA?
O se sulla maglietta trovo scritto O CON NOI O CONTRO DI NOI?
Tutto tranquillo? Non è successo nulla?
Beh diciamo che un linguaggio e un gergo da “stadio” non è l’ideale quando si vendono milioni di dischi!!! Ficcare nella zucca delle persone la purezza della razza del TRUE Heavy Metal Fan non è proprio una cosa da sottovalutare.
A parte tutto, dopo questo disco la band parte per un tour europeo insieme ad un’altra band allora parecchio famosa i Mercyful Fate che però viene declassata a gruppo spalla.
Critica e fans sono divisi: da una parte chi attacca questa nuova generazione Metal dall’altra chi la difende fiero di farne parte. Non contenti del risultato di vendite e del tour nello stesso anno incidono un secondo lavoro SIGN OF THE HAMMER e ripartono per un nuovo tour suonando ovunque gli diano un posto dove suonare.
Non fanno più da spalla a nessuno e non accettano band di supporto che non siano in grado di sfoderare le armi del dio metallo e scagliarle sul pubblico.
Questo secondo disco è un altro grande e importante lavoro; pezzi come “All men play on 10”, “Animal”, “Mountain” “Sign of the hammer” e la magistrale “Guyana” sono davvero pezzi immortali, quei pezzi che ogni fan dei Manowar vorrebbe sentire live…beh alcune le fanno!!!
Dopo qualche anno di silenzio discografico esce nel 1987 FIGHTING THE WORLD un disco bello ma non bello come i suoi predecessori. La copertina, spudoratamente copiata da Destroyer dei KISS, è l’anticipazione fumettistica di quello che saranno tutte le future copertine dei loro lavori.
Con il loro nuovo tour approdano anche in Italia per uno dei concerti più belli che io abbia mai visto della band.
Il disco è registrato alla perfezione, i suoni sono chiari e puliti; il sound però subisce un ammorbidimento e i testi iniziano a non essere più solo saghe e leggende ma una glorificazione di loro stessi e del loro essere gli unici cavalieri difensori del True Heavy Metal.
MANOWAR "FIGHTING THE WORLD" - 1987
Più americani di così si muore!!! (ndr)
Canzoni comunque belle ce ne sono: “Blow your speakers” ha un bel riff e un bel ritmo, “Defender” bellissima e la possente “Black wind fire and steel”.
La fede verso il “True Heavy Metal” li porta in guerra anche contro MTV, rea di aver buttato l’Heavy Metal nella spazzatura a favore di una musica fatta di sola immagine e nessuna sostanza. (beh!! È la verità!!!)
Nell’88 esce l’album più glorificato della band KINGS OF METAL, a mio avviso l’inizio di una lunga discesa in termini di qualità…. Sicuramente per loro sarà una superascesa a guadagni da capogiro!!! Chi lo avrebbe mai detto!!
A tour iniziato però Ross decide che è ora di fermarsi e intraprendere una strada diversa: lascia la band e al posto suo entra David “Death Dealer” Shankle.
Nel 1990 anche Scott, per motivi di famiglia, lascia la band e suggerisce il suo sostituto…Rhino un “treno” in corsa, con una tecnica e una potenza incredibile.
MANOWAR "KINGS OF METAL" - 1988
Con questa nuova formazione pubblicano nel 92 THE TRYUMPH OF STEEL un album molto particolare, in cui risaltano pochi brani tra cui la bellissima “Master of the wind”, “The demon’s whip” e “Spirit horse of the cherokee”. C’è anche il brano opera “Achilles, agony and ecstacy in 8 parts” di ben 28 minuti e rotti…per l’amore di Dio non è brutto….ma forse troppo lungo.!!!!
Tra tutti i cambiamenti c’è anche quello di un diverso modo di suonare live: i pezzi si allungano, a discapito della scaletta, si allungano gli intro o le parti finali, diventando a volte pesanti e alquanto noiosi.
Nuovo stravolgimento nella band: torna Scott alla batteria e va via David Shankle per lasciare il posto all’attuale componente Karl Logan.
Nel 96 esce un brutto ma davvero brutto nuovo lavoro LOUDER THAN HELL un disco noioso, ripetitivo in cui si nota il declino compositivo in cui la band è entrata.
Ma qualcosa in questi anni almeno i Manowar l’hanno guadagnata (oltre i soldi che non sono pochi): una credibilità e un minimo di riconoscenza da parte di una stampa che è sempre statapronta ad attaccarli e a giudicarli.
L’ultima produzione in studio arriva nel 2002 e nasce dopo l’attentato alle torri gemelle……
WARRIORS OF THE WORLD è un tripudio americano all’America guerrafondaia di Bush e soci, farcito di luoghi comuni come “The Fight for Freedom” o “Warriors of the worls United” e per chiudersi con “Fight until we die”….
La vena compositiva, creativa, musicale sono allo sfascio!!!
Che sia il declino dell’Impero?

Gluk "TheBitch" - novembre 2005
MANOWAR