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RUSH - R30: DUBBI E CERTEZZE DI UN LIVE
RUSH: R30 - 30TH ANNIVERSARY WORLD TOUR Doppio DVD Sanctuary Records |
Un live dei Rush, si sa, non è come gli altri.
Non solo per la qualità dell'esecuzione o per i virtuosismi che contiene. I Rush, nel corso della loro trentennale carriera - che qui si celebra - hanno pubblicato album dal vivo con assoluta precisione geometrica: un live ogni quattro dischi in studio, ognuno dei quali un punto di svolta, la summa di un periodo artistico e l'inizio di una nuova fase creativa. Il triplo Different Stages, nel 1998, è stato l'ultimo ingranaggio di questo meccanismo da orologio svizzero, inceppato dalle tragedie che investirono la vita privata di Neil Peart, batterista e autore dei testi. E' interessante notare come già da allora il terzetto canadese avesse iniziato a fare i conti con la propria storia, proponendo un percorso parallelo fra un concerto degli anni '90 e uno degli anni '70. |
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Il dubbio della speculazione è forte, anche nel cuore di un vero fan del gruppo.
Perché il fascino di una performance dal vivo dei Rush sta anche nella splendida sintesi fra evoluzione musicale e senso di continuità: nella continua sfida dei musicisti a superare se stessi, trovando nuove "forme canzone" riuscite e concentrate, e allo stesso tempo nella coerenza che porta la band a non tralasciare mai di esplorare e riproporre ognuna delle fasi della propria carriera, ritornando sempre persino all'album d'esordio. Ma se già il DVD Rush in Rio era perfettamente in grado di rappresentare i Rush nella loro totalità, cosa aggiunge questo R30? Soprattutto, ha senso un nuovo ritratto live della band ad appena due anni di distanza dal precedente? Due anni in cui non si può parlare di evoluzione creativa, visto che il repertorio non si è arricchito? |
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La risposta più razionale è probabilmente no. Anche perché la maggior parte dei veri cult del gruppo sono nel DVD brasiliano: La Villa Strangiato, By Tor & the Snow Dog, Cygnus X-1, lasciando al concerto tedesco "soltanto" Xanadu.
Maggiore spazio merita una critica verso la scaletta, che pur volendo essere omnicomprensiva dimentica un ottimo album come Presto e lascia solo le briciole di Grace Under Pressure, rappresentato unicamente dalla pur ottima Behind the Wheel. |
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Il secondo disco del cofanetto, intitolato sempre sul filo dell'ironia weRe 30, è presentato come una sorta di museo, e contiene vecchie interviste televisive e alcuni videoclip d'epoca.
Fra questi ultimi, basterebbe il video di Xanadu a giustificare l'acquisto: un trionfo di chitarre a doppio manico, moog, campane tubolari e kimono bianchi che sugella l'apoteosi del periodo progressivo dei Rush. Sempre dello stesso periodo il video di A Farewell to Kings, mentre guardandoci ancora più indietro ecco Fly by Night, girato nella church session che produsse anche il video di Anthem, presente come easter egg in Rush in Rio. E poi un gustosissimo spezzone di un sound-check del tour di Permanent Waves, che ci permette di guardare da vicino l'enorme sintetizzatore che Geddy Lee si portava in giro all'epoca (Keith Emerson? E chi sarebbe??). Sicuramente una serie di recuperi molto piacevoli. Nulla però che il fan dei Rush non avesse già racimolato in giro per la rete: e anche questo porta alla considerazione che, purtroppo, un viaggio completo e ragionato nel passato visivo dei Rush, per quanto splendido come progetto, sia ancora tutto da realizzare. Speriamo nella ri-pubblicazione, prevista per il 2006, di tre concerti del passato: Exit Stage Left, Grace Under Pressure e A Show of Hands. . |
Pietro H.P.L. Meroni - Dicembre 2005
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Tracklist:
R30 Overture: (Finding My Way, Anthem, Bastille Day, A Passage to Bangkok, Cygnus X-1, Hemispheres) The Spirit of Radio Force Ten Animate Subdivisions Earthshine Red Barchetta Roll The Bones The Seeker Tom Sawyer Dreamline Between the Wheels Mystic Rhythms Der Trommler Resist Heart Full of Soul 2112 Xanadu Working Man Summertime Blues Crossroads Limelight |







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