giovedì 12 gennaio 2012

2005: a metal year

2005: A METAL YEAR REVIEW - Ovvero: quello che mi e' piaciuto quest'anno, di Albyrinth
2005: A METAL YEAR
IN REVIEW!

Ovvero: quello che mi è piaciuto quest’anno!

Com’è stato il 2005 per la musica metal? Sarà banale, ma la risposta giusta è: come tutti gli anni precedenti. Qualche uscita eccellente, un buon numero di dischi più che discreti, il solito trend (il cosiddetto Metalcore, ovvero il classico death melodico svedese presentato negli States con un altro nome e con una spolveratina a livello di forma) imperante negli States e tanti, troppi lavori incolori, se non fastidiosi.

Rush - R30

RUSH: R30 - 30TH ANNIVERSARY WORLD TOUR - Doppio DVD, Sanctuary Records
RUSH - R30: DUBBI E CERTEZZE DI UN LIVE


RUSH: R30 - 30TH ANNIVERSARY
WORLD TOUR

Doppio DVD Sanctuary Records



Un live dei Rush, si sa, non è come gli altri.
Non solo per la qualità dell'esecuzione o per i virtuosismi che contiene. I Rush, nel corso della loro trentennale carriera - che qui si celebra - hanno pubblicato album dal vivo con assoluta precisione geometrica: un live ogni quattro dischi in studio, ognuno dei quali un punto di svolta, la summa di un periodo artistico e l'inizio di una nuova fase creativa.

Fabrizio De Andrè

FABRIZIO DE ANDRE'
RICORDO DI UN MAESTRO

OMAGGIO A
FABRIZIO DE ANDRE’

Sono già passati 7 anni… Un male terribile lo aveva colpito verso la fine dell’estate del 1998, facendogli sospendere gli ultimi concerti programmati, e nella notte fra il 10 e l’11 gennaio 1999 moriva Fabrizio De Andrè, uno degli elementi più rappresentativi della canzone d’autore italiana.

Non è però retorica affermare che le canzoni di De Andrè si distinguono oggi proprio per il loro essere ancora e sempre "vive" e di estrema attualità, inquiete metafore che hanno saputo attraversare le generazioni dagli anni 60 ai giorni nostri, anche grazie ad un mirabile esempio di ricerca linguistica e musicale. Una ricerca che portò il cantautore a stravolgere le proprie origini artistiche, riscoprendo negli anni ’80 il dialetto genovese unito a sonorità più complesse rispetto agli inizi, mantenendo sempre altissimo il livello qualitativo delle proprie produzioni. 

The Sound of Memphis - Stax

926 East McLemore Avenue, Soulsville, U.S.A. - The Sound of Memphis

 
Se negli anni ’60 foste stati adolescenti di colore a Memphis, Tennessee, l’indirizzo nel titolo lo avreste conosciuto piuttosto bene. Si tratta dello studio di registrazione di una delle maggiori case discografiche (se non la maggiore) di rithm & blues, la STAX records.

Nata con il nome di Satellite, per questioni di copyright cambiò il nome in STAX dalle iniziali dei cognomi dei due fondatori, Jim STewart ed Estelle AXton (è il cognome da sposata), fratello e sorella.

mercoledì 11 gennaio 2012

ULTRAVOX! The Island Years

Un punto (esclamativo) che fa la differenza.

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Le macchine hanno un’anima. Di solito si dice così di quei dischi di musica elettronica particolarmente “caldi”, vivi…con un’anima, appunto. Molte volte si dice anche che l’anima di una band è un singolo componente, solitamente il cantante. Nel caso degli Ultravox! (fate attenzione al punto esclamativo) è proprio così. John Foxx decise di lasciare i compagni dopo tre album in studio ed un successo che non è mai arrivato fulgido come forse avrebbero meritato. Perché si sa che chi è troppo avanti semina, ma quasi mai raccoglie.
E fu così che “mr. musica dello spot della Swatch” Midge Ure saltò sul treno Ultravox (senza punto esclamativo) pronto a raccogliere, con “Vienna”, il successo planetario di cui sopra.
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NASCITA, SVILUPPO E MORTE DELL'ACID JAZZ

L'acid jazz è un genere musicale sviluppatosi dai primi anni ‘80 in Inghilterra; esso nacque dall'esigenza e dalla volontà di conferire al jazz ballabile americano, il cosiddetto bebop, una colorazione più acida, con ritmiche diverse e un sound più colorito. Nel termine acid-jazz è presente un’ambiguità, in quanto unione di due anime all’apparenza contrapposte: “acid” è un termine legato alle sonorità della house music, più psichedelica, più ritmata e appunto “acida”, tipica degli anni ‘80, mentre “jazz” fa riferimento alla cultura nera del jazz, raffinato, colto ed elegante; quindi l’acid-jazz può essere interpretato come la rivisitazione del jazz ballabile americano in chiave moderna. Questo fenomeno, questo processo di modernizzazione, che come abbiamo visto ha radici americane, vede invece il suo sviluppo principalmente in terra inglese.

Musica Popolare e Musica Elitaria

Da quando ho iniziato ad appassionarmi alla musica, ed ero ancora poco più che un bambino, ho sempre cercato di ascoltare canzoni, di seguire artisti che avessero qualcosa di particolare, che non fossero troppo comuni, che fossero più profondi ed inarrivabili.
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Non era una fissazione o una mania, ma semplicemente il desiderio di andare oltre la superficie per scoprire un mondo sommerso e sfuggire dalla comune banalità; forse può essere una caratteristica della mia personalità quella di andare oltre l’apparenza, ma, parlando di musica, il discorso assume una validità del tutto generale, che riguarda non solo me personalmente ma, aggiungo per fortuna, molte persone, come ho modo di vedere tra gli ospiti di questo sito.
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MADONNA - “CONFESSIONS ON A DANCEFLOOR”

MADONNA - “CONFESSIONS ON A DANCEFLOOR” (Warner Bros/Wea)

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"Time goes by so slowly..."
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Lo scritto che segue probabilmente non convertirà nessuno alle gioie del pop e al profanissimo culto di Madonna... Spero comunque che, messi da parte per una quarantina di minuti i soliti paraocchi da musicofili incalliti & impegnati, si dia almeno un ascolto (e una danzata) a questo Confessions On A Dancefloor, perché trattasi di un album molto bello!
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System Of A Down - Hypnotized

SYSTEM OF A DOWN - Hypnotized
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L’unico vero difetto che si può riscontrare a questo disco è la ben risaputa storia del disco doppio diviso in due uscite per pure esigenze commerciali. Perché si sente già al primo ascolto che sia Mesmerize, che Hypnotize, sono due album che sono nati insieme, sono stati scritti contemporaneamente e sono stati registrati in un’unica sessione.
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E, cosa ancora peggiore, sommando il minutaggio totale dei due lavori si scopre che entrambi i lavori ci sarebbero tranquillamente stati su un solo cd; anzi, sentendo i due dischi uno in fila all’altro non si avverte il minimo stacco, ma addirittura una sorta di progetto unitario, con la intro del primo album (Soldier Side) che si trasforma nella outro del secondo.  

Atlantic Gold: 75 Soul Classics

ATLANTIC GOLD - 75 SOUL CLASSIC FROM THE ATLANTIC VAULTS - Warner Music UK, 2004


ATLANTIC GOLD
75 soul classics from the Atlantic vaults
75 tracce -3 cd, Warner music UK, 2004
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Nel parlare di questa raccolta potrei benissimo cavarmela mettendo uno dietro l’altro i nomi degli artisti presenti ed i rispettivi brani. Finita lì. Qualunque ascoltatore distratto riconoscerebbe, almeno per sentito dire, i nomi maggiori e con molta probabilità sarebbe in grado di fischiettare anche i brani, stra-conosciuti, di personaggi di “seconda fascia”.
Potrei, ma mi negherei la possibilità di parlare, seppur a grandi linee e senza la pretesa di essere nemmeno minimamente esaustivo, di quella che molti considerano la casa discografica per eccellenza di tutta la soul music, con buona pace di Berry Gordy e della sua Motown (diverso il discorso per quel che riguarda la Stax, ma ci arriveremo).
Si tratta infatti di un’etichetta che sarà la casa di inquilini del calibro di Ray Charles, Aretha Franklin, Wilson Pickett, Otis Redding, tanto per dire i primi che risaltano all’occhio.
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Etta James: voglio solo far l'amore con te

ETTA JAMES

Potenza della pubblicità. Ricorderete, le fanciulle di più, lo spot che ormai qualche anno fa imperversava sulle reti tv di mezzo mondo in cui un baldanzoso giovane entrava in un ufficio popolato da segretarie “eccitate” e con fare sensuale beveva da una lattina di Coca Cola. Ricorderete anche la musica e le parole di sottofondo a cotanto erotismo con le bollicine. Avete indovinato: il brano in questione si intitola “I just want to make love to you”, come il ritornello che allusivamente sottolineava il rapporto tra il fusto e la lattina di Coca Cola (chiaro segnale, se ce ne fosse ancora bisogno, che la fine del mondo è vicina…ma qui si divaga e non poco). Immagino che a questo punto avrete anche indovinato l’autrice di quel pezzo. 

Ricky Lee Jones

RICKIE LEE JONES

Rickie Lee Jones e la vena d’oro che sto cercando

(sempre che abbiate staccato gli occhi dall’immagine che sta qui sopra sperando che la ragazza vi guardi, si può cominciare)
Voglio confidarvi un segreto: io conosco una vena d’oro e so anche dove si trova. Non sono l’unico, certo. Ma molti conoscono solo una parte della vena, forse Alessandro Filippini [1] ne sa qualcosa. Io ne conosco una parte che mi sembra grande. Ma forse non la conosco tutta neanche io.
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Sto ancora cercando la vena d’oro e divento vecchio.
Questa vena d’oro comincia da Joni Mitchell ed è lì che io e Alessandro ci siamo spesso incontrati, pur non conoscendoci.
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Manowar!

MANOWAR "WARRIORS OF THE WORLD" - 2002

I Manowar certo non sono una band semplice semplice di cui discorrere seduti ad un tavolino bevendo una birretta….
Sono in realtà una band abbastanza complessa, soprattutto se si vuole parlare di quello che dicono del come e quando lo dicono!!!
So molto bene che le cose che dirò faranno infuriare le schiere di “True Heavy Metal Defenders” di tutto il mondo, ma ascoltando la loro musica, ascoltando le loro parole, guardando le loro copertine dei dischi e i loro stereotipi……sinceramente mi viene da riflettere!!!!
Seghe mentali? Può darsi, ma non ho mai amato l’idea di dover consumare un prodotto solo perché si trova sul mercato e tutti lo comprano….mi piace leggere l’etichetta, scoprire cosa contiene…Poi a me la scelta se comprarlo o meno!!!
I ManOwar nascono nel lontano 1981 dall’incontro tra Joey DeMaio e Ross Friedman (Ross the Boss).
Un grande feeling musicale li unisce e decidono di scritturare una delle voci più belle e più potenti del panorama metal mondiale Eric Adams e cominciare a lavorare per diventare una band.