Premessa e postscriptum per tutti i passati e futuri scritti su questo blogghino (o "visualizza il mio profilo completo")
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Su questo prescindibile blog personale parlo di me e di alcuni - una minima parte - dei fumetti che leggo.
Da quando sono volontariamente rimasto solo a scrivere su Fumetti di Carta, non ho più bisogno di cercare una qualche bella vernice per rendere i miei commenti più "interessanti".
Da quando sono volontariamente rimasto solo a scrivere su Fumetti di Carta, non ho più bisogno di cercare una qualche bella vernice per rendere i miei commenti più "interessanti".
Su
questo blog divago e provo a instillare un po' di "entusiasmo
preventivo" per fumetti che a me son piaciuti tanto o tantissimo. A
diventare un po' più critico ed obiettivo ho rinunciato. Questo blog è
diventato una specie di "caro diario, oggi ho letto...".
Ciò
non significa nella maniera più assoluta che io non prenda seriamente
ciò che scrivo qui. Il fatto che io consideri questo blog
"prescindibile" per chiunque (e mi si creda: non cerco di "captare"
alcuna "benevolenza") non significa che lo sia per me. A tutt'oggi ho bisogno di
scrivere le sciocchezze con cui riempio questo blog. Anche se non sono
un critico né un esperto e neppure posseggo informazioni particolarmente
importanti da comunicare. E' un bisogno mio. Forse per cercare di
comprendere meglio i fumetti di cui racconto? Può essere. Forse per
cercare di comprendere meglio me stesso? Anche questo ha senso. E infine
perché, come tutti/e, ho l'ego grande quanto una cattedrale gotica.
Credo che ciò che scrivo possa interessare qualcuno?
Beh... ho quasi smesso di chiedermelo :) Il giorno che smetterò del tutto di chiedermelo sarò ancora più sereno e felice!
Ho ancora qualche riscontro, è comprensibile. "Fumetti di Carta"
è stato per anni una piccola realtà tra le webzine amatoriali della
rete e ha ricevuto moltissimi apprezzamenti da lettori, appassionati e
da qualche addetto ai lavori. A fronte di ciò, qualche amico/a passa
ancora di qui a leggere e magari mi scrive un'email (graditissima!) con
qualche commento o di generica stima o - quando succede quasi svengo! -
per dirmi che ha comprato un fumetto di cui ho parlato e concorda con me
nel giudizio positivo, cioè gli/le è piaciuto tanto quanto a me. Una
bella chiacchierata, anche solo via e-mail, con qualche appassionato/a
di fumetti, da appassionato ad appassionato/a, mi fa comunque sempre
piacere, blog o non blog.
Ma è giusto sapere che questo "Fumetti di Carta" non
ha più nulla a che vedere con le versioni precedenti. Tranne che con la
primissima versione, quella che ha visto la nascita di un piccolissimo
sito sui fumetti in cui me la cantavo e me la suonavo da solo. Ecco:
sono tornato alle origini.
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Mi piacerebbe spiegare perché è successo questo cambiamento.
Quando nacque Fumetti di Carta - detto affettuosamente FDC(per non confonderlo con l'autorevolissima rivista Fumo di China, abbreviata in FdC, con la "d"
minuscola) - ero abbastanza presuntuoso da ritenermi insoddisfatto dei
siti sui fumetti in italiano che erano allora in rete. Forse era solo
invidia, la mia. Mi vantavo un pochino delle mie letture fumettistiche
(allora) ultratrentennali, ma sapevo bene che quello non era garanzia di
nulla: non ero, né sono, un esperto né sono in grado di fare colti e
approfonditi collegamenti tra le cose per poter scrivere articoli
importanti o che suscitino dibattito. Avevo solo il mio amore smisurato
per i fumetti e la mia obiettivamente vasta "emotività". Ho quindi
cercato di unire le due cose sperando ne uscisse qualcosa che potesse
interessare qualcuno/a.
Ora,
oltre undici anni dopo la nascita di quella prima versione di FDC, sono
tornato allo stesso punto di partenza, con l'unica differenza che
allora c'era, parallelamente, il sogno di poter crescere insieme con
qualcun altro/a e magari far nascere un embrione di "rivista on line"
che, frutto di più teste pensanti, avrebbe potuto dar vita a una
"redazione" che avrebbe sviluppato temi, intervistato persone e cose del
genere.
Per un po' è successo ed è
stato un periodo proprio felice! Quattordici persone che collaborano
fattivamente a una webzine, mettendoci impegno e passione, discutendo
collettivamente sulle scelte da fare, sviluppando amicizie personali
(quella ancora ci sono, eh!) non è roba da poco, anzi è una cosa
stupenda! E un'altra cosa bella è che di quel periodo - 2003/2007 più o
meno - mi restano solo ricordi belli e dolci. Eventuali discussioni
pesanti, litigi o dolorose defezioni sono completamente e teneramente
dimenticati.
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Dopo
un ulteriore periodo solitario o quasi, su FDC si ritrovarono oltre a
me altre sei persone appassionatissime di fumetti più un paio di persone
che saltuariamente scrivevano qualche articolo per la webzine.
Non
è però nato nessun tipo di "redazione" e FDC negli ultimi anni ha
quindi ospitato/è stata fatta da articoli e scritti diciamo così
"scollegati" tra loro e da un qualsiasi tipo di "programmazione
redazionale". Questo, secondo me, perché nessuno di noi è più un
ragazzino e gli impegni familiari/lavorativi/sociali non favoriscono il
passare del tempo a organizzare una rivista telematica. E'
definitivamente e finalmente morto un sogno.
Oltre
a questo, e grazie a questo, si è ulteriormente rafforzata la mia
consapevolezza di non avere più bisogno di giustificazioni per scrivere
ciò che scrivo e di non avere più alcuna voglia di cercare, anche solo
mentalmente, di "adeguarmi" a quello che, convenzionalmente, dovrebbe o
potrebbe essere un modo "giusto" di scrivere cose sui fumetti che
leggo (e di non riuscirci, peraltro).
Mi
prendo quindi la responsabilità delle sciocchezze che scrivo e che
scriverò senza coinvolgere terzi nei miei deliri "emotivi" e, per dire,
mi andasse mai di scrivere un commento a un fumetto in versi o in
klingoniano, lo farò senza problemi.
O viceversa mi andasse di non scrivere mai più una sola riga sui fumetti per tutto il resto della mia vita, farò anche questo.
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Ecco, finalmente ho chiarito tutto, o quasi :)
Orlando Furioso
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