sabato 21 marzo 2026

Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma

 

TOKYO ZOMBIE
di Yusaku Hanakuma

brossurato, bianco e nero, 168 pagine 
traduzione di Vincenzo Filosa

Collana Coconino Gekiga

Coconino Press

Intro. (lungo).

Fin da quando guardai sul Tubo il video del maestro Igort, alcuni mesi fa, ben prima di leggere Tokyo Zombie di Yusaku Hanakuma, sapevo che avrei scritto qualcosa su questo manga: mi bastò vedere la copertina del volume, mostrata da Igort nel video, per restarne potentemente attratto. 

Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma - Coconino Press

Da poco tempo ho ricominciato a scrivere su questo blogghino - che tenevo segreto fino a poche settimane or sono - e questa è già la prima contraddizione generale: avevo infatti chiuso il mio blog "ufficiale" e pubblico (trasferendo su questo solo gli scritti che mi interessava in qualche modo non perdere) perché avevo concordato con l'amico E., che non è più tra noi, che tutto era una questione di ego e non volevo più nutrirlo con la ricerca di attenzione da parte di estranei/e solo per una mia personale scarsità di autostima.

Non mi ero mai pentito di aver chiuso il blog pubblico, non mi è mai mancato. 
Anzi: prima di chiuderlo ero finito, più o meno mio malgrado, in un "giro tossico" in cui blogger, e solo loro, leggevano e commentavano i blog altrui per ricavarne, in cambio - cosa mai confessata da nessuno, ma era evidente fosse così - visite, like e commenti. Appunto: EGO.
Persone che non si sognavano nemmeno di leggere ciò che avevo scritto, ma che invece si sognavano di commentare, spesso con frasi di circostanza o anche solo per dire "la cosa di cui parli in questo scritto non mi interessa e non ne so nulla". Complimenti. 

Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma - Coconino Press
 

Capivo sempre meno le persone e mi sembrava che, con le (rare e) dovute eccezioni, la maggior parte di loro "tradissero" lo spirito con cui anni prima erano nati i blog. Ho seguito nel corso di un paio di decenni molti blog, la maggior parte dei quali erano fantastici! Persone infinitamente più preparate dei buffoni che blaterano nel "mainstream" (tv & Co.), cariche di passione, competenza, educazione e in moltissimi casi simpatia, persino. Con alcuni/e di loro, infatti, sono nate anche delle belle amicizie, alcune delle quali proseguono tutt'ora al di là e al di fuori della Rete.


Negli ultimi tempi del mio blog pubblico (2021?... Non ricordo nemmeno quando l'ho cancellato) la quasi totalità dei blog bellissimi che seguivo non esisteva più. Il "giro" dei blog era pieno di banalità, praticamente un "tik-tok" prima di "tik-tok" (si scrive così?) solo senza video. Evidentemente le persone sentivano il bisogno di comunicare al mondo cosa avevano mangiato la sera prima o se quel giorno al loro paesello pioveva o quanto era bello l'albero fiorito che vedevano dalla finestra. Per tacere di alcuni dei blog... "poetici". Mio dio, alcuni li rivedo ancora nei miei incubi!

Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma - Coconino Press
 

Ebbene, dopo tutto questo, l'ego e blablabla, eccomi qui a scrivere, di nuovo, su un blog. Sì: mi sento un po' sciocco a farlo - date le premesse - ma evidentemente il ricominciare a leggere fumetti mi ha stimolato la zona del cervello deputata allo scrivere cazzate, che verranno lette forse da tre persone (io quando rileggo, mio marito perché mi ama e una mia amica troppo gentile).

Prima di tornare al manga un'altra controversa dichiarazione: adoro i disegni brutti
Già. Ognun* ha le proprie manie, giusto? Ecco, la mia è che oltre ad apprezzare una valanga di ottimi disegnatori/disegnatrici, amo e adoro anche i disegni brutti. Più sono brutti, più mi piacciono. E, soprattutto, dare un giudizio unanime sul termine "brutti" credo sia impossibile anche perché se mi piacciono... significa che per me non sono brutti (e, immagino, anche per tutte le altre persone che hanno acquistato e letto il volume di cui sto andando a parlare).
Non amo, invece, i disegni che a mio esclusivo e insindacabile giudizio sono troppo "leccati", non so quale altro termine usare. Da ciò si deduce che il disegnatore che amo di meno al mondo è l'acclamatissimo... oh no, non ve lo dirò mai! :)))

fine Intro. 

Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma - Coconino Press
 

Torniamo al manga, a questo incredibile Tokyo Zombie di Yusaku Hanakuma edito da Coconino Press

Il punto di partenza è quanto di più già visto: un fatto reiterato e apparentemente banale, ma non "innocente", ha scatenato un'epidemia di zombie a Tokyo, ma forse in tutto il mondo. Bisogna però dire che Tokyo Zombie è uscito su rivista tra il 1998 e il 1999 quindi ben prima dello straordinario successo mondiale di The Walking Dead e della conseguente "moda" zombica.
Anche in Tokyo Zombie vengono comunque rispettate le usuali caratteristiche - quasi fossero delle direttive non scritte ma che chiunque tratti di zombie bene o male segue -  ossia che il contagio avviene tramite morso, che gli zombie non hanno intelligenza, che sono (abbastanza) lenti e che puzzano parecchio.

La trama di Tokyo Zombie è presto detta, senza spoiler come d'uopo: due operai amici e appassionati di arti marziali, Fujio e Mitsuo, devono fronteggiare un'apocalisse zombie di cui non si conoscono le esatte proprorzioni e che forse viene inizialmente un po' sottovalutata.
La situazione, invece, è più estesa e grave del previsto e restare umani diventa sempre più difficile.
La fuga diventa quindi necessaria, ma dove fuggire?

Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma - Coconino Press
 
 

A questo punto veniamo a sapere che una parte dell'umanità, o perlomeno una piccola parte della popolazione di Tokyo, si sente (troppo) al sicuro e ha trovato una sorta di rifugio relativamente sicuto. Potrebbe essere quella le meta della fuga? 
Le cose ovviamente non andranno come sperato ai due amici fuggiaschi 
Fujio e Mitsuo ancora non zombificati, ma qui non posso dire altro per non rovinare la lettura a chi fosse interessat* a procurarsi il volume.

Dei disegni ce ne si può fare un'idea da quelli qui a corredo dello scritto: ecco, il livello è quello e se non attrae/non piace c'è poco da fare; come già detto io ne sono maledettamente e anche un po' morbosamente attratto, quei disegni hanno probabilmente a che fare con una mia personale idea di "fumetto" che amo particolarmente quando è, appunto, "fumetto" e non "riproduzione la più fedele possibile della realtà". [Ho già detto che il disegnatore che amo di meno al mondo è... ah no, non l'ho detto, giusto...].
Diciamo però che, interpretazioni psicologiche a parte, mi sento meno solo nell'apprezzare i disegni di Yusaku Hanakuma perché come accennato all'inizio sono stati apprezzatissimi da un artista che ammiro moltissimo, il mai abbastanza citato Igort (Igor Tuveri: se non conosci i suoi meravigliosi video sul Tubo, beh puoi rimediare a cominciare da subito!)

Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma - Coconino Press

 

Yusaku Hanakuma ha pubblicato molto materiale in Giappone, su molte riviste e vi pare che se fosse considerato un incapace, tecnicamente parlando, sarebbe riuscito a campare di fumetti?!? Evidentemente la sua scelta è appunto tale perché dettata dalla ricerca di uno stile, ma per quanto mi riguarda anche se venissi a sapere che il maestro non è in grado di disegnare se non in questo modo, il mio giudizio non muterebbe: considero Tokyo Zombie un gioiellino e sono felicissimo di aver accolto l'invito di Igort a prenderlo in considerazione per l'acquisto (in realtà mi è bastato vedere la copertina per inanmorarmi!).

Tokyo Zombie è anche un fumetto politico, nel senso più ampio del termine; non si "schiera", ma sparge abbondante e sacrosanto veleno su quella che con un termine che per altri risulta vetusto [non per me] viene chiamata "borghesia", ma non manca una generale disillusione anche verso chi borghese non è, anche se bisogna dire che le uniche due persone che in tutto il manga dimostrano un po' di umanità sono due amici, operai. 
In Tokyo Zombie ci sono dei mostri, ma i veri mostri in realtà non sono gli zombie, i quali per quanto terrificanti non agiscono di loro volontà e sono "innocenti" (ovvero, hanno colpa come ogni altro essere umano che ha contribuito al degrado da cui sono nati), dei "bambini" che devono nutrirsi. I veri mostri sono coloro che si sono salvati (o così credono?) al prezzo di soggiogare in modi ultracrudeli e ultraviolenti la gran massa di chi non possiede i mezzi per comprarsi quel po' di salvezza che la situazione permette.

Panem et circenses, diceva qualcuno, e se il panem non te lo puoi procurare non ti resta che il circenses...

Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma - Coconino Press

 

Tokyo Zombie di Yusaku Hanakuma è una storia appassionante che, se riesci a "tollerare" quei disegni, tiene incollati dalla prima all'ultima pagina ed è anche un'opera politica, più profonda di quanto appaia a un primo sguardo/lettura e con mille spunti di riflessione.
Ma è anche una storia con parecchie parti "comiche" e una dose decisamente e deliziosamente eccessiva di ultraviolenza. 
...e mi ha fatto anche ricredere sul fatto, che io pensavo verissimo, che nei fumetti giapponesi fossero proibite le rappresentazioni esplicite di gen*tali. Ma non facciamo spoiler...

Infine: Tokyo Zombie contiene anche una parte scritta, secondo me non meno interessante del manga stesso: in questo scritto di Juan Scassa si trova la spiegazione di tante cose, tra le quali quella del suo particolare stile di disegno e ci viene spiegato cosa è lo hema-uta, particolare importante per comprendere al meglio l'opera dell'autore e degli altri artisti che seguono questa corrente di pensiero e questo stile, che si rifà comunque sempre allo gekiga.

Buona lettura e soprattutto buon divertimento! 

"Un disegno rozzo e infantile di un anziano che non ha mai disegnato da quando era bambino può commuovere fino a farti cascare gli occhi" 
(Yusaku Hanakuma, citato da Juan Scassa) 

 

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Tokyo Zombie, di Yusaku Hanakuma - Coconino Press

 

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