Barbara
di Tezuka Osamu
brossura, bianco e nero,
430 pagine
edizione J-Pop
Verso la fine degli Anni 50 Yoshihiro Tatsumi e alcuni altri mangaka decidono di uscire dai canoni tradizionali del manga perché insoddisfatti dallo stato dell'arte, basato all'epoca su fantasie, avventure fantastiche o comiche e con un target per lo più infantile: decidono quindi di produrre opere crude, narrate con toni realistici e drammatici, spostando il target verso lettori più adulti e smaliziati.
Nasce così il filone detto gekiga ("immagini drammatiche") e il "bersaglio" contro cui si scaglia il gekiga è lo stesso "dio del manga" Tezuka Osamu, colui che tra la fine degli Anni 40 e l'inizio dei '50 del secolo scorso formalizza alcuni dei canoni del manga, primi tra tutti gli occhioni smisurati ispirati dai cartoni statunitensi della Disney e di Betty Boop.
![]() |
| Barbara, di Osamu Tezuka - J-Pop Edizioni |
Una delle prime opere di questo innovativo filone fu Tormenta Nera di Yoshihiro Tatsumi edito nel 1956 (e meritoriamente edito in Italia da Bao Publishing nel 2014) e da quel momento il gekiga produsse molti manga dalle ambientazioni più varie, dai samurai a storie nere, dalle autobiografie a crime stories, sempre con l'intento di scavare nella realtà più greve e cupa della società e dell'animo umano.
Il "dio dei manga" Tezuka Osamu prese molto male questo tipo di concorrenza: sebbene molti dei suoi manga fossero destinati a un pubblico infantile, in molte delle sue opere non esitava a inserire situazioni drammatiche, personaggi tragici e non necessariamente le sue storie avevano un lieto fine. Tant'è che anche solo tra i suoi manga pubblicati in Italia non mancano storie anche molto crude e violente destinate a un pubblico tutt'altro che infantile come ad esempio il magnifico La cronaca degli insetti umani o Diletta o lo stesso, incompiuto, La Fenice o ancora il crudissimo e sconvolgente Ayako oppure MW...
Con Barbara il "dio dei manga" crea un'opera che si avvicina molto alle atmosfere cupe del gekiga, sebbene nel manga sia presente anche una forte dose di mistero soprannaturale.
La storia è lunga - oltre 400 pagine - e intricata, ma sempre ben comprensibile per chi legge e prevede abbondanti dosi di sesso, violenza, persino sadismo, ed è, diremo oggi, politicamente scorrettissima. Tutto quanto sopra viene rappresentato in modo sì crudo, ma non privo, quando necessario, di una dose di tipico "umorismo tezukiano" esplicitato anche con deformazioni "buffe" di copri e volti. La stessa scansione della pagine e la disposizione delle vignette pur non evidenziando particolari sperimentalismi è comunque irregolare e rispetta esclusivamente le esigenze narrative: siamo dunque ben lontani da sequenze regolari e in certo modo "rassicuranti" presenti in molti dei manga per bambini/e e ragazze/i.
I volti e i corpi sono spesso deformati per la rabbia o il desiderio sessuale o la paura e a mio giudizio queste continui trasformazioni grafiche rendono la lettura ancora più coinvolgente.
![]() |
| Barbara, di Osamu Tezuka - J-Pop Edizioni |
Sono personalmente contrario agli spoiler, cioè a raccontare troppo della trama, per non rovinare la lettura a chi eventualmente volesse accostarsi per la prima volta all'opera, ma qualcosa bisogna pur dire o almeno accennare, anche per stimolare un po' di sana curiosità!
La storia ruota attorno a due personaggi, attorno ai quali ruoteranno molti altri deuteragonisti: Yosuke Mikura, scrittore baciato dal successo - i suoi libri vendono benissimo e la sua fama trascende persino i confini nazionali - e Barbara una bellissima e giovane barbona senzatetto alcolizzata e amante delle poesie di Verlaine, che ci viene presentata già nella terza vignetta della prima pagina. Lui ha una bella casa, è ammirato dalle donne e invidiato dagli uomini, stuoli di ammiratrici gli si gettano letteralmente addosso e personaggi importanti della politica e dell'economia vorrebbero fargli sposare le loro figlie. Ma nasconde anche alcune perversioni che se venissero alla luce in una società bigotta e moralista come quella giapponese degli Anni 70 lo porterebbero alla rovina.
Lei è una stracciona, puzza di alcool e di sporcizia, si denuda continuamente e volentieri ed è spesso bersaglio di violenze fisiche. Beve sproporzionate quantità di alcool che farebbero crollare qualsiasi altra persona e conduce una doppia vita di cui nulla sapremo sino a circa metà del manga. Ed è proprio da quella scoperta che la storia, con un incredibile twist, ci condurrà verso sentieri che mai all'inizio della lettura avremmo immaginato, sentieri cui non sono estranei il soprannaturale, la follia, persino il mito. Fughe precipitose, sparatorie, ambigui personaggi, tradimenti, violenza e sesso e persino, appunto: magia! Tutte caratteristiche che rendono la storia vivacissima e imperdibile per chiunque ami le storie non troppo lineari, ambigue e con molte sorprese.
![]() |
| Barbara, di Osamu Tezuka - J-Pop Edizioni |
All'inizio della storia e senza un'apparente motivo lo scrittore porta Barbara nella sua bella casa e da quel momento in poi le loro vite subiranno una serie sconvolgente di cambiamenti.
In oltre 400 pagine accadono e si intrecciano storie sempre più intricate cariche di pathos, violenza e mistero il cui centro resta sempre l'enigmatica, folle Barbara e la vita dello scrittore Yosuke Mikura scende sempre più verso una spirale distruttiva e autodistrittiva che avrà termine solo con l'ultima pagina del manga.
Come si diceva più sopra la struttura della pagina e i disegni di Tezuka sono funzionali al tipo di storia narrata: prospettive forzate e talvolta "sbilenche", personaggi deformed a seconda del ruolo che recitano, grande attenzione agli sfondi e agli interni, ma solo se e quando essi abbiano un ruolo preciso. Naturalmente è questione di gusti e io personalmente ho amato moltissimo lo stile di questo particolare manga che ritengo un riuscito "incrocio" tra gli stereotipi del manga tradizionale e una moderata ma riuscitissima fuoriuscita dagli stessi: forse Tezuka non è stato il più grande disegnatore di manga, ma certamente i suoi disegni in quanto a espressività e leggibilità non hanno nulla da invidiare a nessuno.
![]() |
| Barbara, di Osamu Tezuka - J-Pop Edizioni |
Perché leggere Barbara di Tezuka Osamu?
Perché è una storia nera, misteriosa (ma con un pizzico di ironia all'interno, mai abusata comunque) avvincente e appassionante e che, a mio giudizio, non ha un solo momento di noia o stanchezza, regge in maniera perfetta tutti i risvolti e i numerosi colpi di scena e insomma tiene incollati alla pagina fino all'ultima vignetta. Tutti (o quasi...) i misteri e i segreti vengono infine rivelati lasciando a chi legge soddisfazione e stupore. E un bel po' di amaro in bocca, che personalmente trovo sia sempre una cosa positiva in una storia.
Nota finale: mi ha non poco emozionato vedere che anche Tezuka conosceva il fantastico libro del 1971 The Necromancers: The Best of Black Magic and Witchcraft, di Peter Haining, contenente dei disegni pazzeschi (dello stesso autore?...) di cui una ridottissima edizione uscì anche in Italia nella seconda metà degli Anni 70, oggi introvabile se non a prezzi decisamente alti e di cui molti anni fa possedetti una copia andata purtroppo perduta. Ebbene Tezuka non solo conosceva questo volume, ma in Barbara inserisce alcuni degli incredibili disegni presenti nel libro, rifacendoli e riadattandoli alla storia: uso efficacissimo di citazione e, credo, anche di omaggio all'autore inglese.
![]() |
| Barbara, di Osamu Tezuka - J-Pop Edizioni |
Orlando Furioso - 14 Febbraio 2026






Nessun commento:
Posta un commento