martedì 26 maggio 2026

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

Riflesso Perfetto

di Mattia Surroz


volume cartonato 
cm 22x29,7
colore
128 pagine

Sergio Bonelli Editore

Euro 23


 

 

"Siamo isole. I sentimenti sono ponti. Quando ci si innamora si va a vivere lì, nel mezzo. È lì che ci si costruisce una casa, un riparo. Ogni giorno bisogna fare un po' di manutenzione, di fatica, perché non crolli sotto il nostro peso. Pare ne valga la pena." (Riflesso Perfetto)


Uno dei vantaggi nell'avere un blog che non legge quasi nessuno è la libertà di parlare di quello che voglio, quando voglio e come voglio. Sia chiaro: succederebbe anche se questo blog avesse centinaia di lettrici e lettori: la faccenda dell'ego l'abbiamo superata, non foss'altro che per questioni di età.

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

 

Dunque la prima "notizia" è che ho comprato un prodotto Bonelli. E' un'eccezione in quanto da parecchi anni non sono più interessato alle sue produzioni, sono più portato e interessato ad altri tipi di fumetto.
Il motivo dell'acquisto è stata la lettura, qualche mese fa, di una bella recensione, che purtroppo non ricordo dove era apparsa (potrebbe essere stata sul quotidiano il manifesto, ma non ci giurerei) e anche, naturalmente, il fatto che la tematica affrontata fosse quella di due uomini anziani gay.

Uomini, Anziani, Gay: una premessa che farebbe fuggire inorridite molte persone mentre su di me, per ovvi motivi di identificazione ma non solo, ha costituito motivo di interesse, acquisto e successiva lettura.
Avendo da poco ricominciato a leggere fumetti con una certa regolarità - praticamente tutti i giorni... - non sono aggiornato su un milione di cose, prima tra tutte che la Bonelli pubblicasse un fumetto con una tematica così ostica o perlomeno così poco commerciale.

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz



Men che meno, mea culpa, conoscevo l'autore Mattia Surroz che stimo anche "solo" per aver trattato una tematica così "coraggiosa" [in una società un minimo più umana la tematica di questo volume a fumetti dovrebbe essere una cosa normalissima: è pieno il mondo di uomini anziani gay] e a tutt'oggi dopo Riflesso Perfetto non ho letto altro di suo.

Il volume è uscito già da un paio d'anni, ma ogni cosa non conosciuta è nuova, giusto? Quindi parliamone.

"Avevo ormai vent'anni. Io e la certezza di essere attratto dai maschi convivevamo già da tempo. Dandoci fastidio a vicenda. Mai stato confuso. Mai avuto dubbi. Ma me ne sono sempre vergognato. [...] Spero non pensiate che avessi una qualche alternativa alla vergogna. Il mondo intero non mi aveva insegnato altro." (Riflesso Perfetto)

 

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

 

La storia mi ha commosso fino alle lacrime. Trattando di uomini gay anziani, anzi proprio vecchi, ed essendo ambientata su questo pianeta e non in luoghi meno oppressivi e intolleranti, era quasi naturale che uno discreto velo di malinconia avvolgesse la storia, i protagonisti in primis, anzi specialmente uno dei due protagonisti. Quello ancora lucido

Già, perché oltre alla vecchiaia e all'omosessualità un altro tema della storia è la perdita della memoria, peraltro trattato in modo delicatissimo. 
Gli anziani protagonisti sono Enea e Giacomo e il presupposto da cui la storia parte richiede da parte di chi legge un po' di sospensione dell'incredulità: due uomini che non si vedono da diversi decenni si ritrovano per caso nella stessa "casa di riposo" o, come la chiama una Signora ospite, il posto dove: "ci scaricano qui ad aspettare di morire da soli".

Enea non è mai riuscito ad affrontare in modo costruttivo la propria omosessualità e si è semplicemente impedito di viverla e quindi di vivere, rifugiandosi in continue fantasie mai vissute, accontentandosi di esse e non concedendosi nemmeno il lusso della speranza. E' nella "casa di riposo" da solo, cioè è sì in compagnia di tante altre persone anziane che però non attenuano la sua rassegnazione, che somiglia quasi a una inumana forma di... serenità. Non è sposato, non ha figli/e, magari qualcuno delle/degli ospiti "ha capito", ma ormai non ha più importanza. Si attende serenamente la morte e tanto basta.

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

 

E Giacomo?
Prima di parlare di lui bisogna dire che la storia si svolge in due correnti temporali: una riguarda il presente, l'altra il passato. Le due correnti si intrecciano nella narrazione, e si intrecciano molto bene, senza bisogni di strani escamotage da parte dell'autore e senza creare nessuna confusione per chi legge, i passaggi sono ben costruiti, chiari ed emotivamente forti.

Enea e Giacomo, decenni prima, si sono conosciuti, o meglio incontrati, in occasioni in cui entrambi avrebbero potuto esprimere la reciproca attrazione, anzi Giacomo ha tentato di farlo, ma Enea, come detto sopra, non si è mai permesso neppure la speranza.

"Ho pensato a lui ogni singolo giorno. [...] Pregavo non so chi che almeno lui fosse felice. Pregavo non so chi perché mi aiutasse a dimenticarlo. E adesso, è qui."

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

 

Giacomo non è solo "duro d'orecchi". Ha un po', forse un bel po' di "demenza senile". E' un vecchietto dolcissimo che sorride a chiunque e non si sa bene cosa capisca e cosa senta. E la direzione della "casa di riposo" lo mette in camera con Enea.
Non vorrei raccontare troppo per non togliere il gusto della lettura a chi, se mai passasse da queste parti e non conoscesse il volume e fosse incuriosito da queste mie righe, decidesse di prenderlo e leggerlo. 
Ma non occorre essere vecchi e gay per capire o almeno cercare di intuire lo stato d'animo di Enea che si ritrova in camera l'amore proibito di tutta la sua vita. Non si parla di sesso in questa storia - ed è sacrosanta decisione dell'Autore - ma è certo che la sessualità non "muore" a una certa età: semplicemente cambia, ma non muore mai.

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

 

Enea è felice per la prima volta in vita sua e si prende cura di Giacomo con pazienza e amore infinito e Giacomo non smette di sorridere e accetta le cure di Enea come forse accetterebbe quelle di chiunque, chi lo sa... Ma la dolcezza che traspare è commovente e, lo so che sto parlando di un fumetto ma lo dico lo stesso, autentica
A parte il presupposto della storia di cui parlavo sopra, non ci sono forzature nella storia, non c'è nessuna forma di autocompiacimento o di faciloneria strappalacrime e questa è la forza di questa storia: i personaggi descritti, tutti, dal personale di pulizie della "casa di riposo" ai nostri due Protagonisti, sono persone, descritte anche solo in una vignetta, ma in modo perfetto, umano e vero. Mica mi commuovo per ogni storia a fumetti che leggo, io!

La cosa che mi ha fatto soffrire è stata la passata disperazione di Enea: nella mia turbolenta vita ho conosciuto molte persone che hanno non-vissuto come lui. Ricordo che negli Anni 70 (del secolo scorso ovviamente...) quando ho cominciato a prendere coscienza di me stesso e di chi ero incontravo continuamente persone gay, donne e uomini, che passavano la vita a nascondersi, a sentirsi sporch*, a mentire e a essere terrorizzat*; persone che pensavano di non meritare niente a causa di ciò che erano e che in un'intera vita non hanno mai conosciuto l'amore. Mi piacerebbe che queste persone, la maggior parte delle quali non sono più su questo pianeta, parlassero con gli omofobi, che raccontassero a chi pensa e dice "fro#io" come insulto com'è stata la loro vita a causa della "società", della "chiesa" o semplicemente a causa di chi usava "fro#io" come insulto. 

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

 

Riflesso Perfetto non è una storia esplicitamente politica, non ha bisogno di esserlo, ma in essa ci sono molte cose che servirebbero e servono alla politica attuale.

Al di là di come "la sto buttando giù io", che come dicevo sono personalmente coinvolto dalla tematica, non si pensi che Riflesso Perfetto sia tutta una tragedia, non lo è: è sì una storia profonda e commovente, ma in essa ci sono parecchi momenti di allegria, di risate persino, di simpatia e di ironia: da (più) vecchio, nella mia futura "casa di riposo" non mi dispiacerebbe avere per compagne e compagni le vecchiette e i vecchietti così deliziosamente descritti da Mattia Surroz! [la mini-vacanza al mare è impagabile!]

Purtroppo, come detto, non posso né voglio parlare di Giacomo, l'altro vecchietto protagonista, quello con la demenza senile, perché anche se non stiamo parlando di un giallo, ci sarebbero inevitabili spoiler che non è giusto vengano rivelati e che sono situazioni peculiari e importanti per la lettura e il godimento del volume.

Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

 

Un cenno ai disegni, lo stile dei quali si può vedere nelle immagini che ho allegato a questo scritto (e che comunque bisogna sempre ricordare che la differenza tra l'originale e la riproduzione al computer tramite scanner è sempre notevole). Non sono un esperto di disegno e non amo molto la colorazione digitale, ma la forza e l'espressività che Mattia Surroz è stato capace di dare alle persone raccontate nel suo volume è impagabile e, per quanto mi riguarda, mette in assoluto secondo piano il mio gusto personale. Quindi al di là del suddetto gusto personale questa storia, sceneggiatura e disegni, per me è perfetta così com'è e non saprei immaginarla realizzata in un altro modo.

Infine: in genere scrivo queste cose per me stesso, mi piace vedere come vengono il testo e le immagini, rileggo e penso "dài, questo scritto non è così male" e sono contento. Questa volta, invece, spero davvero che qualcuno passi di qui, legga queste righe e vada a ordinare il volume e se lo legga. Io di speranza no ho ancora.

Orlando Furioso 


Riflesso Perfetto, di Mattia Surroz

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