venerdì 29 maggio 2026

Il teschio venuto dalla Svezia


Il teschio venuto dalla Svezia

di Daria Schmitt

 

volume cartonato 
cm 23x30

bianco e nero e colore
120 pag 

Panini Comics

Euro 24 




"Naturalmente per il biglietto da visita e gli eventi mondani, il Museo dell'Uomo sarebbe più appropriato... [...]"
"E cosa cambierebbe teschietto? Credi forse sia una promozione? La superiorità dell'uomo non è altro che un pregiudizio di specie."
(Il teschio venuto dalla Svezia)

Questo relativamente lungo periodo in cui non ho letto fumetti, terminato qualche mese fa, non mi ha fatto bene: infatti mi ha impedito di conoscere un'Autrice - Daria Schmitt - della quale credo non perderò mai più un'opera e della quale ho già ordinato il precedente volume edito in Italia sempre da Panini dal titolo "Il bestiario del Crepuscolo"

Il teschio venuto dalla Svezia - Daria Schmitt

 

Caso tipico di colpo-di-fulmine: mi è bastato sfogliare due pagine de Il teschio venuto dalla Svezia per innamorarmi di quel segno. E pensare che ho preso il volume solo perché sono appassionato di scheletri e teschi senza conoscerne nemmeno l'argomento!  

Generalmente in un fumetto sono più interessato alla storia che al disegno, nel senso che tra una bella storia disegnata così così e una storia bruttina ma disegnata bene, c'è caso che preferisca la bella storia.
In questo caso, invece, pur trattandosi di una storia bellissima, ma bellissima davvero, il mio amore immediato è scattato per il disegno sontuoso il quale, tra parentesi, è difficile da riprodurre in questo blog in quanto sia lo scanner che le foto col cellulare (ho usato entrambi per corredare questo scritto con qualche immagine) non rendono assolutamente la brillantezza, o la cupezza a seconda delle situazioni narrate, o l'uso della bicromia o del colore che ha il volume originale.

Il teschio venuto dalla Svezia - Daria Schmitt

 

Cartesio (1596 - 1650) ossia René Descartes: "Ego cogito, ergo sum, sive existo" l'abbiamo più o meno studiato a scuola (io ci presi un bel 7 e mezzo in quarta superiore) e oltre a quel poco che si studia a scuola ci sono moltissime "voci" che lo riguardano, voci che vanno avanti da qualche secolo...
Si dice che oltre che filosofo e matematico fosse anche un alchimista, un mago, che avesse trovato il modo di vivere qualche centinaio d'anni, che si sia rifugiato presso la regina Cristina di Svezia, Paese nel quale trovò la morte, perché anch'ella interessata alle arti oscure e, infine, che sia morto avvelenato.

Naturalmente la scienza ufficiale, quella con la "S" maiuscola che tutto sa, tutto vede, tutto capisce e su tutto decide, ha provveduto da sempre a smentire queste voci. Ad alcune delle quali, tanto per dire, io invece credo. C'è stata un'epoca nella storia europea in cui molti dei maggiori artisti, scienziati, filosofi praticavano contemporaneamente alle loro scienze anche altri tipi di "scienze", certamente più occulte. D'altronde Galileo per campare compilava temi astrologici, pare accuratissimi. E' più che certo inoltre che Cartesio credesse all'anima e alla sua immortalità.

Il teschio venuto dalla Svezia - Daria Schmitt

 

La vita di Cartesio non è scevra da enigmi e pure dopo la sua morte essi continuano (a tutt'oggi!) e a questo punto finalmente arriviamo al magnifico fumetto di Daria Schmitt che parte dal mistero, non ancora risolto, del teschio del grande filosofo francese.

La storia del teschio (forse) appartenuto a Cartesio è tortuosa, spesso poco chiara e percorre grandi distanze europee, fino alla sua destinazione finale che è attualmente quella del Museo dell'Uomo di Parigi.
La storia del Teschio venuto dalla Svezia comincia fuori Stoccolma nel 1650, anno della morte del filosofo, e ci conduce poco dopo al 1937: il teschio (forse) appartenuto a Cartesio parla prima con se stesso, non sa bene chi o cosa sia sia, si trova in mezzo ad altre centinaia di teschi umani, migliaia di ossa mute... mute fino a che un'immenso scheletro di una balena non gli parla, con saggezza.

Il teschio venuto dalla Svezia - Daria Schmitt

 

Dopo di lei, o di lui, moltissimi altri scheletri di animali cominciano a dialogare con lui, un dialogo fitto che dura diverse pagine e che ci introduce all'enigma principale della storia. Il teschio umano parlante descrive le sue numerose peripezie cominciate tre secoli prima.
E' proprio in queste prime pagine che si comincia ad ammirare lo splendido segno di Daria Schmitt, oscuro, cupo, gotico: alcune delle ossa vengono raffigurate nella loro spaventosa realtà, non edulcorate da manuali di anatomia. Le ossa sono proprio l'unica cosa che rimane, l'unica e ultima.

Il nostro teschio protagonista non ricorda proprio tutto, anzi ha parecchie lacune, ma riesce comunque a delineare una storia che comporta riti segreti, trafugazioni (di ossa), cerimonie funebri semi-clandestine, ammiratori del grande filosofo francese e individui senza scrupoli che dalle sue ossa ne vogliono trarre profitto.
Gli scheletri degli animali che interlocuiscono con lui si dimostrano altrettanto saggi e anzi mettono in discussione, con ragione, alcuni assiomi del filosofo, il quale rimane colpito e molto meno sicuro di quanto affermato in vita.

Il teschio venuto dalla Svezia - Daria Schmitt

 

"Separare il corpo e l'anima era necessario per dedicarsi alla scienza senza attirare l'attenzione della chiesa."
"Vuoi dire che non ci credevi nemmeno tu?"
"Non ho mai detto questo! Io sono cattolico come la mia nutrice!"

Intanto il racconto del passato e dei continui trafugamenti e spostamenti delle ossa del filosofo continua intersecandosi con le riflessioni condivise con gli scheletri degli animali. 
Mentre il teschio riflette con rammarico su quanto accadutogli in vita la balena e gli altri animali lo conducono in dimensioni altre - ed è qui che il bianco e nero dell'Autrice fa spazio al colore - in cui il teschio lascia intendere l'importanza di un certo sogno che neppure lui riesce a spiegarsi del tutto, e che troverà un abbozzo di spiegazione soltanto in fondo al volume.

I disegni di Schmitt sono fatti a pennino (consulenza datami da mio marito, ex disegnatore professionista di fumetti), ricercati nei tratteggi; l'Autrice è attenta ai dettagli, bianchi e neri sono perfettamente equilibrati e ogni singola vignetta risulta molto leggibile. In certi punti ricorda il "tratteggio" di Gustave Doré.
Un certo lato "grezzo" del segno risulta molto piacevole perché rende il risultato ancora più vibrante.
Vale veramente la pena godersi i disegni di Schmitt "dal vivo", sul volume.
 

Il teschio venuto dalla Svezia - Daria Schmitt

 

Graficamente le parti diciamo così oniriche sono capolavori, tavole di una bellezza tale da lasciarci gli occhi per infiniti minuti e dimostrano che Schmitt si trova a proprio agio sia col realismo, per quanto cupo e gotico, che con atmosfere surreali e magiche.
La storia prosegue e il tempo scorre velocemente in avanti.
Scienziati "cartesiani" discettano gravemente sul ritrovamento di quello che potrebbe essere il teschio di Cartesio, vengono alla luce differenti interpretazioni che sottendono rivalità tra gli scienziati: molti di essi vorrebbero che quel teschio fosse appartenuto realmente a Cartesio, ma il metodo scientifico da loro applicato non consente di proferire risposte certe e c'è persino chi si consumerà nel tentativo di risoluzione della questione.

Le diatribe scientifiche tra gli accademici sono tutt'altro che noiose e anzi risultano appassionanti da seguire oltre al fatto che forniscono informazioni estremamente interessanti sul pensiero delle varie epoche prese in considerazione. E' appassionante vedere come le varie spiegazioni degli scienziati siano tutte egualmente potenzialmente vere come... false. 
Un piccolo pezzo di osso umano suscitò. così tante riflessioni, prove e controprove, piste e false piste. Incredibile! 

Il teschio venuto dalla Svezia - Daria Schmitt

 

Intanto il teschio continua il suo interminabile dialogo con gli scheletri dei saggi animali, dialogo che diventa sempre più intimo e con accenni di affetto, anche verso se stesso.
Mi rendo conto che gli accenni che sto facendo alla trama del volume potrebbero indurre a pensare a una storia verbosa (=noiosa), ma è tutt'altro che così: ogni tavola è appassionante e il filo che tiene unita la storia, anzi le storie, la narrazione/dialoghi del teschio e il racconto dei fatti accaduti nei tre secoli dopo la morte di Cartesio, non si sfliaccia mai e tiene incollati al volume fino all'ultima pagina.

La storia e i disegni sono pieni di simboli ed è anche per questo, oltre che per il puro piacere di farlo, che personalmente ho riletto più volte il volume, ogni volta scoprendo qualche nuovo particolare e ogni volta godendomi i meravigliosi disegni di Schmitt. La stessa interpretazione finale della storia è giustamente lasciata a chi legge l'opera perché nulla di ciò che viene spiegato per-filo-e-per-segno può risultare interessante e stimolante come un po' di mistero e personale interpretazione.

Il teschio venuto dalla Svezia - Daria Schmitt

 

Poco prima della fine del volume viene anche narrato simbolicamente il più grande dolore del filosofo francese: la perdita della figlioletta, morta a soli cinque anni. Anche su di lei si diffusero voci leggende.

Una cosa che ho infine personalmente apprezzato è che la filosofia di base di questo splendido volume di sembra vada in direzione antispecista. Non so se l'Autrice voleva comunicare in modo programmatico un suo pensiero o una sua idea in tal senso, ma io ho comunque apprezzato, così come ho apprezzato i dialoghi su questo specifico argomento tra il teschio e gli scheletri degli animali.
Che il teschio sia davvero quello di Cartesio o no lo scoprirete solo leggendo Il teschio venuto dalla Svezia di Daria Schmitt, o forse non lo scoprirete neanche dopo la lettura, ma sicuramente farete un viaggio bellissimo che non lascerà nessuno indifferente.

Al termine della storia a fumetti ci sono delle Appendici scritte, per la precisione sei, in cui vengono approfonditi alcuni degli argomenti presenti nel volume.
Buona lettura.

Orlando Furioso 

 

il teschio di Cartesio?...


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