martedì 22 ottobre 2013

Prophecy

 

Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop

Prophecy (1 di 3)
(Yokokuhan)

di Tetsuya Tsutsui

seinen, action, thriller


brossura con sovraccoperta, 
pag. 224, b/n

Euro 6,00

J-POP

Ovvero come non comprare un manga, iniziare a leggerlo pensando “…tutto già visto…” e ritrovarsi dopo nemmeno 10 pagine a divorarlo, mangiandosi nel frattempo le unghie, e terminare non vedendo l’ora che esca il secondo volume… 

 
Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop

Già. Non ho comprato questo manga. Mi spiace, non posso mica comprare tutto! E poi la copertina non mi attirava molto.
Meno male che a comprarlo ci ha pensato la mia dolce metà e che lui compri un fumetto è occasione piuttosto rara a verificarsi. Sarà forse che il suo passato da fumettista professionista l’ha un po’ stancato dei fumetti? Fatto sta che ha preso Prophecy

Per questa sorta di “gelosia/frenesia fumettistica” che mi prende in questi casi, leggo prima io di lui i (rari) fumetti che acquista.
Sempre con qualche pregiudizio: abbiamo, in genere, gusti molto diversi sui fumetti.
In questo caso, invece, devo proprio ringraziarlo per l’acquisto!

Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop

Prophecy
(Yokokuhan nell’originale) di Tetsuya Tsutsui [1] magari partirà da un’idea non proprio originalissima: anzi devo dire che l’inizio di lettura di questo manga non è stato dei migliori. L’inizio della storia mi ha portato subito alla mente Death Note (di cui ad oggi ho visto solo l’anime, non ho ancora letto il manga…) e un troppo frettoloso commento di “…già visto…”. Impressione che si è sciolta quasi immediatamente lasciando il posto a ben altre, decisamente più positive impressioni.

Sono bastate infatti poche pagine e la storia, supportata a livello grafico da disegni ottimi, mi ha completamente conquistato.
Un cenno alla trama. Col volto celato da una maschera costruita rozzamente con fogli di quotidiani del giorno, una persona (probabilmente di sesso maschile) annuncia, tramite filmati che carica su internet, il prossimo verificarsi di efferati crimini… che puntualmente avvengono. 

Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop
La polizia Giappponese ha già costituito una apposito team per combattere i crimini informatici, e dato il loro aumentare a dismisura ha dato vita alla “Sezione Anti-CyberCriminalità”, capeggiata dalla figura della tenente Erika Yoshino, ventiseienne bellissima decisa a combattere e a vincere la sua battaglia. La tenente Yoshino possiede un carattere duro e una determinatezza tale da farla apparire spietata al limite del cinismo e la nuova sfida con l’individuo mascherato dai giornali è per lei una sfida stimolante. 

Nel frattempo i crimini perpetrati dall’individuo mascherato proseguono, sempre anticipati dai video caricati in rete, facendo capire alla polizia, alla Yoshino e ai suoi collaboratori in particolare, che la sfida da giocare è particolarmente difficile in quanto ci troviamo alla presenza di un “genio informatico”, come minimo.
E sì: le eventuali “assonanze” con Death Note terminano qui.

Non desidero fare alcun tipo di spoiler quindi il cenno alla trama termina qui, non prima di aver detto che gli scenari che la storia ci propone subiscono ad un certo punto un radicale e inaspettato cambiamento, estremamente drammatico ed emotivamente molto coinvolgente, con tematiche forti, pesanti e scomode.

Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop

Le tematiche affrontate da Prophecy sono attualissime: il mondo del lavoro giovanile, del precariato, del super-sfruttamento e delle ingiustizie ad essi correlate. La storia di Tsutsui ci presenta un Giappone estremamente diverso da come ce lo immaginiamo di solito, o meglio da come ci piace immaginarcelo: un Paese che dietro la sua facciata pulita, educata, tradizionalista, formale e civilmente avanzatissimo, nascondo un sottobosco di sfruttamento, crudeltà, violenza e cinismo che nulla hanno “da invidiare” rispetto a Paesi più tradizionalmente associati alla criminalità. Il marcio sotto la patina della rispettabilità.
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Prophecy (Yokokuhan) - J-PopA costo di “spaventare” eventuali nuovi lettori/lettrici, mi sento di affermare che a certi livelli Prophecy ha anche una certa valenza “politica”, la quale però invece di rendere la storia più noiosa o didascalica, o peggio ancora didattica, la rende più cruda e consapevole e aumenta il grado di coinvolgimento di chi legge rendendo la lettura un esperienza più intensa.
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La storia, soprattutto verso la fine di questo primo, bellissimo volume, raggiunge livelli di violenza e crudezza da pelle d’oca, e il tutto è gestito dall’autore in modo non da suscitare curiosità morbosa, ma appunto partecipazione emotiva.
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Un enorme livello di interesse viene raggiunto anche per la presenza di tematiche note, anzi “hyper-izzate” se mi si consente per una volta l’uso di questo brutto, ma chiaro neologismo, dal pubblico giovane, anche giovanissimo. Come ad esempio il tema del flame, che può spingersi sino a rovinare materialmente le vittime di questo “gioco” crudele; la vendetta che cova nei cuori delle vittime, o di chi si sente tale, e che “grazie” alla rete oggi può in qualche modo concretizzarsi, dapprima solo virtualmente, ma in seguito anche in modi tutt’altro che virtuali; il tema dell’insita e intima cattiveria della gente, pronta a “fare il tifo” per chi, forse anche con giuste motivazioni di base, si erge però a giudice, giuria e boia.

Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop

Certo, i temi della violenza in rete, del potere dei social network, dei flame, della persuasione occulta ecc. sono già stati affrontati da molte altre storie, ma non tutte sono riuscite ad unire in modo così perfetto tutto questo con un’invidiabile fluidità di narrazione e, so che son noioso ma lo ripeto, con un così intenso (e diciamolo: piacevole) grado di coinvolgimento emotivo.
Si fa addirittura fatica a pensare di trovarsi di fronte a un’opera di fiction, tanto realistica, ben congegnata ed emozionante è la trama, supportata da una notevole padronanza e ottima gestione dello storytelling.

Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop

I disegni di Tsutsui, un minuscolo campionario dei quali potete vedere a corredo di questo scritto (immagini prese da uno scan francese) sono oltre che perfetti per questo tipo di storia, molto belli e curati, anatomicamente ineccepibili e particolarmente concentrati sulle persone e sulle espressioni del volto e gestuali. Non siamo propriamente di fronte a un manga di “teste parlanti” [2], ma diciamo che gli sfondi e gli ambienti sono curati quando hanno impatto e importanza nella storia.
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C’è una grande attenzione nelle caratterizzazioni dei personaggi e nella rappresentazione grafica dei loro volti, tutti riconoscibili e realistici, con l’unica eccezione della tenente Yoshino che appare più come stereotipo della “bella donna”, che come individualità estetica a sé stante.

Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop

Personalmente mi sono ritrovato alla fine della lettura con qualche unghia mangiata, una certa (non necessariamente spiacevole) contrattura dello stomaco e una grandissima voglia di leggere i prossimi due volumi. Consigliatissimo. 


Orlando Furioso

Prophecy (Yokokuhan) - J-Pop
Note:
[1] Autore già noto in Italia per Manhole (3 volumi, conclusa); Duds Hunt (1 vol., conclusa) e Reset (1 vol., conclusa), tutti editi da J-Pop. 

[2] Vengono così chiamati da alcuni/e, quei manga nei quali gli sfondi sono totalmente assenti e ogni vignetta/tavola è concentrata quasi unicamente sulle teste dei/delle protagonisti/e, sulle loro espressioni facciali e sui balloon da essi/e pronunciati.

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