Amenità capitolo II
Fantasmi
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di Laforgia, Dattola, La Placa, Socal, Gasiorowska, Manzi, Lee, Lafirenza, Biagi, Tonetto, Piccione
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brossurato con bandelle, 80 pag, b/n
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Euro 10,00
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Prodotto da: Amenità,
Belleville comics,
C-Frames production,
I Love Pirates,
Eris
Di Amenità esiste anche un capitolo I (Dinosauri), altrettanto bello e di cui parlerò prossimamente, dato che nessuna legge umana o divina mi impone di rispettare un qualche "ordine".
Un
cenno sull'acquisto, perché emblematico: questo è uno di quei volumi
dei quali non sospetto l'esistenza - ignoranza mia - fino a quando, in
uno stand di una qualche festa, non mi ritrovo a sfogliarlo velocemente e
ad acquistarlo immantinente senza nemmeno chiederne preventivamente il
prezzo. Generalmente sono gli acquisti più felici, di quelli che oltre
al piacere della lettura, ti aprono nuovi mondi.
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| uno dei "ritratti" di Fabio Tonetto |
Fantasmi è il secondo capitolo di Amenità, un'antologia a fumetti di giovani autori e autrici sotto il segno dell'autoproduzione, frutto della collaborazione tra varie realtà indipendenti (di cui si possono visitare i siti/blog grazie ai link collegati, lì in alto subito sotto il prezzo).
Subito dopo la bella copertina opera di Mara Piccione, cominciano le storie, il cui tema è esplicitato nel titolo: fantasmi, variamente vissuti, interpretati e descritti, dall'ironia al terrore, passando per molti stati d'animo umani.
Ogni storia è introdotta da un "ritratto", opera di Fabio Tonetto: "fotografie" e montaggi iperrealisti i cui protagonisti sono terrificanti personaggi-mostro di plastilina che definire inquietanti è un blando eufemismo.
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| La Forgia - Dattola |
Il primo racconto, intitolato Bianca Maria, scritto da Roberto La Forgia e disegnato da Chiara Dattola, è una storia di fantasmi, ambientata in parte oggi, in parte in una Milano tardoquattrocentesca. Il fantasma di Bianca Maria
vaga cercando una pietà che le è stata negata al tempo in cui era viva.
Storia intensa, anche se narrata con una scrittura lineare e piana,
disegni giocati molto sulle ombre e sul contrasto, di sicuro effetto
grafico e drammatico.
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| La Placa |
E' poi la volta di Daniele La Placa e della sua spaventosa In Girum Imus Nocte et Consumimur Igni, di non semplice interpretazione e proprio per questo ancor più inquietante. Un personaggio dal corpo umano e dalla testa di unicorno asinino si muove in una realtà mostruosa e blasfema, tormentato da fantasmi di morte, forse proprio dalla Morte stessa: una morte tanto temuta quanto fatalmente attesa. Testi esoterici e fortemente simbolici, un segno sicuro, tecnicamente ineccepibile e ricchissimo poggiato su opprimenti toni di grigio che descrive mostruosità frutto di mescolanze proibite. Davvero spaventoso.
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| Socal |
Alice Socal con la sua storia senza titolo, si muove su coordinate (apparentemente) realistiche: un ragazzo quattordicenne e i suoi wet dream,
un gruppo di amici che riuniti ai giardinetti inventano spavalderie
sessuali ancora ben lontano dall'essere realmente vissute. In questa
storia è presente una forte carica di ambiguità e improvvisamente la
realtà prende una strana piega e i fantasmi strane forme e
consistenze... Il disegno di Socal è dettagliato e pieno di particolari e
l'autrice usa una grande varietà di inquadrature e punti di vista e le
vignette si susseguono fitte fitte senza spazi bianchi tra loro.
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| Gasiorowska |
La storia che segue, di sole tre tavole, è di Renata Gasiorowska
(visitate il suo sito: è scritto in una lingua incomprensibile, ma le
figure parlano da sole) e, senza nulla togliere alle altre storie, è
forse la mia preferita. Solo tre tavole, piene di mostri e fantasmi, una
sequela di mostri e fantasmi che danzano in uno spazio bianco, una
sequela di mostri e fantasmi originati da... beh, non vi voglio togliere
la sorpresa! In questa storia Gasiorowska usa uno stile che amo molto,
quella linea chiara semplice e apparentemente infantile, in cui
ci sono solo bianchi e neri, senza ombre né elaborati tratteggi; quel
segno che è sfrenata fantasia e che, forse proprio perché apparentemente
poco elaborato (ma certamente non poco studiato!) stimola la fantasia di chi legge come poche altre cose.
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| Manzi |
A seguire una storia ironica e tenera di Stefania Manzi,
nella quale invece i grigi la fanno da padrone e in cui un adorabile e
delizioso fantasmino si trova al suo primo vero esame della sua giovane
non-vita. Il segno è minimal e le prospettive e le profondità sono più
simboliche che "reali", e così i personaggi (adorabili!) sono più
stereotipi che individualità graficamente definite. Una storia piacevole
e allegra che ha il grosso compito di stemperare gli orrori e le
inquietudini presenti altrove nel volume.
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| Lee |
Ghost in usb-stick è la storia successiva, ad opera di Jun Lee ed è di difficile lettura in quanto il contenuto dei balloon è in cinese e la traduzione compare in caratteri minuscoli al fondo della pagina [1].
Oltre alla lettura non proprio agevole, anche l'interpretazione non è
delle più semplici, ma va bene così: in queste storie gran parte del
"lavoro" è lasciato (giustamente, secondo me) all'immaginazione e
all'interpretazione di chi legge. Comunque i caratteri cinesi danno un
maggior fascino alla storia, questo è innegabile. La storia di Lee è
l'unica in tutto il volume in cui compare uno scorcio di natura (un
bosco, alberi, un fiume...). Il segno ricorda un po' quello di certo
manga underground, bianchi e neri netti, gran prevalenza del nero,
dettagli che emergono bianchissimi da sfondi nerissimi: graficamente
riuscitissima.
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| Lafirenza |
All'opposto è il segno di Marco Lafirenza nella sua storia Spettri:
storia eterea e delicata, con protagonisti un pittore, un gatto e un
fantasma. E' una storia piena di poesia e, per come l'ho letta e
interpretata io, di dolce malinconia. Il segno di Lafirenza è molto
tratteggiato, con ampie campiture scure e ombre non realistiche e di
grande effetto: un'apparenza di realismo che conduce chi legge, invece,
in un mondo iconico e pieno di magia e di luce soffusa. Da leggere
lentamente e in penombra.
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| Biagi |
Ultima storia del volume è The Stalking Ghost ed è opera di Lucia Biagi.
Anche la storia di Biagi, senza voler far torto a nessuno/a, è la mia
preferita (non c'è legge che vieti di avere più storie preferite nello
stesso volume, mi pare) e racconta di Paola, una bambina di sette anni
la quale, come dice il titolo, è perseguitata da un fantasma.
Naturalmente i genitori della piccola non credono assolutamente alle
"visioni" di Paola, si sa che gli adulti sono le persone con meno
fantasia al mondo, no?
Ma invece il fantasma stalker c'è eccome e ossessiona la piccola Paola che non gradisce per niente. Infatti si adopererà per fare in modo che lo sgradito ospite non la infastidisca più, ma il risultato non sarà esattamente quello desiderato... I disegni di Biagi mi piacciono tantissimo, la sua è una ligne claire con evidenti (e positive) influenze manga, descrittivamente e narrativamente efficacissime. Non esiste la divisione tra vignette e tutto accade sequenzialmente nella stesa tavola separato solo dalla concezione temporale che chi legge darà. Le sequenze sono piene di particolari - una delizia starli a guardare tutti quanti - e i personaggi sono estremamente espressivi, pur nella loro semplicità grafica. Leggere la sua storia mi ha procurato un grandissimo piacere!
Ma invece il fantasma stalker c'è eccome e ossessiona la piccola Paola che non gradisce per niente. Infatti si adopererà per fare in modo che lo sgradito ospite non la infastidisca più, ma il risultato non sarà esattamente quello desiderato... I disegni di Biagi mi piacciono tantissimo, la sua è una ligne claire con evidenti (e positive) influenze manga, descrittivamente e narrativamente efficacissime. Non esiste la divisione tra vignette e tutto accade sequenzialmente nella stesa tavola separato solo dalla concezione temporale che chi legge darà. Le sequenze sono piene di particolari - una delizia starli a guardare tutti quanti - e i personaggi sono estremamente espressivi, pur nella loro semplicità grafica. Leggere la sua storia mi ha procurato un grandissimo piacere!
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| particolare del posterino di Tonetto |
"Conclude"
il volume, nel senso che è insieme al volume ma è "a parte" (!?) un bel
posterino orizzontale contenente un'inquietante illustrazione di Fabio Tonetto, l'autore dei "ritratti" tra una storia e l'altra.
All'inizio
di queste righe parlavo della scoperta felice di "nuovi mondi": certo
che è così, perché oltre a conoscere queste/i nuove/i (per me) autrici e
autori e i loro lavori in questo volume, tramite i loro siti e/o blog
si conoscono e si scoprono nuove cose, altri nuovi autori e autrici,
nuove modalità di raccontare e di illustrare, nuove magie... nuovi
mondi, appunto.
Fantasmi è stato un acquisto fortunato e una lettura felice: spero, nel mio piccolo, di aver stimolato qualche curiosità e desiderio.
Orlando Furioso
Nota:
[1] Tutte
le storie e i disclaimer presenti nel volume hanno la traduzione
inglese a fondo pagina oppure, nel caso delle bandelle e della terza di
copertina, immediatamente sotto le scritte in italiano.











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