giovedì 7 novembre 2013

Centomila giornate di preghiera

 

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/Fandango

Centomila giornate di preghiera

di Loo Hui Phang ai testi 
e Michael Sterckeman ai disegni


brossurato, 232 pag., b/n

Euro 19,50



Coconino Press / Fandango

 

 


 

Ci sono dolori più grandi di qualsiasi cosa. Il dolore di un intero popolo sottoposto alle più incredibili vessazioni e infine massacrato e annientato, è un dolore che non avrà mai fine, neppure quando le cose saranno tornate alla “normalità”.
Sarebbe disumano il desistere dal cercare di capire e forse non è umano l’arrivare a comprendere perché quel genocidio possa essere stato perpetrato.

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/FandangoDal 1975 al 1979 la Cambogia fu rivoltata e massacrata dai Khmer rossi di Pol Pot, il primo ministro genocida che si faceva chiamare anche Fratello n. 1.
Fin da ragazzo, dacché ho cioè memoria della tragedia cambogiana, ho continuato a chiedermi come questa possa essere stata possibile, sperando scioccamente che un barlume di comprensione avrebbe potuto in qualche modo rasserenarmi o diminuire la portata di quell’evento.

Ho acquistato Centomila giornate di preghiera non appena ho saputo che questo fumetto affrontava in qualche modo, che ancora non conoscevo, la tragedia cambogiana.
Ho comprato il libro e l’ho letto; più che letto, l’ho divorato in una sera; esperienza dolorosa e intensa insieme, che si è radicata in pieghe cerebrali e spirituali ben più profonde della mera soddisfazione estetica – che comunque c’è stata – o del puro piacere di leggere una storia. Ho riletto il libro qualche sera dopo. E poi l’ho riletto ancora.

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/Fandango

Ha scritto Centomila giornate di preghiera Loo Hui Phang, sceneggiatrice nata in Laos nel 1974 e parigina d’adozione; l’ha disegnato Michael Sterckeman, francese, nato nel 1976, entrambi a me perfettamente sconosciuti sino a qualche sera fa.

La storia comincia con un uccellino che Louis riceve in regalo dalla madre. Louis, che a causa dei suoi occhi a mandorla e dei capelli nerissimi viene chiamato dal bulletto della scuola “il figlio di Bruce Lee”, alle volte non è nemmeno certo di essere il figlio di sua madre, bionda e dagli occhi chiari. Per sua madre Bruce Lee è bellissimo.
Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/FandangoIntanto l’uccellino vede e sente tutto, anche i pensieri  e i sogni di Louis, che sono spesso rivolti a suo padre, che lui non conosce e del quale la madre non gli parla mai. Sa solo che suo papà era cinese; cinese proprio come Bruce Lee.
Forse è perché non sa dov’è suo padre, ma Louis è sempre triste, va bene a scuola, gioca spesso da solo, passa molto tempo da solo perché la madre lavora.

Un giorno arriva una telefonata mentre Louis è solo in casa: è convinto che ad aver chiamato sia stato suo padre. Poco dopo sente sua madre parlare al telefono una strana lingua, incomprensibile. Scoprirà che quella lingua è cambogiano e che sua madre in Cambogia faceva l’infermiera. Nel frattempo il rapporto con l’uccellino si fa davvero problematico e assume toni e valenze inaspettati.
Arriva anche l’amicizia con una famiglia cambogiana emigrata in Francia: conoscenti della mamma (e del papà?) che porteranno in casa e nel cuore di Louis nuove consapevolezze e speranze.

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/Fandango

Sapete che non amo raccontare troppo della trama per non rovinare la lettura a coloro che vorranno provare a leggere Centomila giornate di preghiera e infatti fino ad ora, per quanto abbia raccontato più di quanto sia abituato a fare, non ho in realtà detto quasi nulla.
Questo bellissimo libro a fumetti merita di essere scoperto poco a poco durante la lettura, in modo individuale, privato. Assicuro che non è una scusa per coprire la mia cronica incapacità a riassumere decentemente una storia.

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/Fandango

I capitoli IV e V, che per me sono stati il fulcro dell’intera narrazione e la fonte maggiore di commozione, pur non essendo gli ultimi capitoli del libro sono però quelli che risolvono dubbi e domande, non solo di Louis, ma anche e soprattutto nostri. Si tratta di un viaggio dolorosissimo in territori nei quali nessuno dovrebbe mai avventurarsi senza avere subito dopo calde consolazioni e l’impossibile cancellazione di un passato troppo terribile persino per essere detto.

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/Fandango

E’ incredibile quanto sia efficace la scrittura di Loo Hui Phang: riesce a dare il linguaggio perfetto a Louis e a tutti/e gli/le altri/e protagonisti/e e persone della storia, il linguaggio “che non poteva che essere tale” e riesce a farcelo sentire come se stessimo assistendo dal vivo alla storia. I bambini e le bambine della storia non parlano come dei piccoli adulti e tantomeno come dei cucciolini carini. In generale il linguaggio è reale più che realistico, asciutto e senza fronzoli inutili, scorrevole, coinvolgente. Si vede, senza che ciò pesi in alcun modo, che la sceneggiatrice ha lavorato moltissimo sul linguaggio e sui dialoghi, davvero perfetti.

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/Fandango

Così come perfetti per questa storia sono i disegni di Michael Sterckeman, dei quali ci si può fare un’idea guardando le molto imperfette scansioni casalinghe a corredo di questo scritto. I disegni hanno una colorazione minimale, fatta di pochi toni di grigio, che serve anche molto per “staccare” i piani l’uno dall’altro; le ombreggiature sono poco presenti (anche se non stiamo parlando di ligne claire) e c’è tanto grigio e tanto nero (quest’ultimo soprattutto nel capitolo IV).
Il segno a mio parere si concentra moltissimo, e molto efficacemente, sull’espressività in generale e sulle espressioni delle persone in particolare. I sentimenti e le varie personalità traspaiono e diventano segno leggibile e molto reale, conosciuto, coinvolgente.
Le tavole, per lo meno la maggior parte di esse, sono suddivise piuttosto regolarmente in tre strisce e la loro leggibilità è perfetta.

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/Fandango

Al di là di dati tecnici che purtroppo non sono in grado di fornire in modo meno rozzo di quanto fatto finora, Centomila giornate di preghiera è un fumetto bellissimo e profondo che mi sento di consigliare a qualsiasi persona, a chiunque, interessato/a o meno che sia alla tragedia cambogiana. Anzi, a questo proposito: non si pensi che questo libro sia la scusa per un qualche manifesto politico, tantomeno che in esso trovino posto didatticismi, didascalismi o spiccioli e triti “insegnamenti morali”. Non è un libro che “insegna”. E’ un libro che racconta una storia bella e terribile che deve essere raccontata e raccontata ancora e che deve essere letta perché non ci lascia uguali a prima.

Orlando Furioso

Centomila giornate di preghiera - Coconino Press/Fandango


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